Il Partito socialista svizzero denuncia UBS
Il Partito socialista svizzero (PS) sporgerà denuncia contro gli ex dirigenti dell’UBS Marcel Ospel e Peter Kurer. Il partito li accusa di amministrazione infedele e di complicità in frode fiscale in relazione con i clienti americani della grande banca.
Appena dopo la conclusione dell’ accordo extragiudiziario tra UBS e USA, il PS ha indirizzato una lettera al Ministero pubblico del Canton Zurigo, chiedendo di avviare una procedura penale. In un comunicato si legge che con questa lettera, il partito spera di “chiarire definitivamente questa vicenda sul piano giuridico”.
Troppi punti oscuri
Secondo il PS, “molti aspetti restano ancora oscuri nella misura in cui il Consiglio federale persiste nel non voler rivelare nulla sulla natura e la portata degli accordi”. Il partito denuncia il “culto del segreto” del governo. In una conferenza stampa oggi a Berna, il presidente del PS Christian Levrat ha dichiarato che “tutto lascia supporre che questo ritegno d’informazione nasconda qualcosa”.
I socialisti sospettano che la banca abbia deliberatamente violato il diritto svizzero. Ne sono la prova – sostengono – le fughe di notizie nei media, secondo le quali la Svizzera dovrebbe fornire alla giustizia americana fino a 5000 nomi di clienti. Di conseguenza, occorre determinare la portata delle responsabilità della direzione dell’UBS.
Il PS vuole pure agire a livello politico. Esige in particolare che il dovere di diligenza delle banche sia sviluppato e ancorato nella legge. L’aiuto all’evasione fiscale dev’essere punito sia in Svizzera che all’estero, sottolineano ancora i socialisti.
Richiesta intempestiva?
La richiesta della sinistra appare tuttavia intempestiva. Già al momento dello scopio dello scandalo UBS, il ministero pubblico zurighese, aveva aperto un’inchiesta per verificare se da parte dei vertici della grande banca vi fossero stati comportamenti giuridicamente scorretti. Dopo qualche mese però, i magistrati avevano aggiornato il procedimento non ravvisando nulla di giuridicamente rilevante.
Tuttavia, il dato nuovo potrebbe forse essere costituito dal fatto che se l’UBS ha effettivamente e deliberatamente invitato i suoi clienti americani a frodare il fisco aprendo conti segreti in stati off-shore e nella stessa Svizzera, avrebbe gravemente violato la clausola di diligenza che vieta alle banche elvetiche di favorire la frode fiscale in stati stranieri. ATS e Ellieglialtri
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