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Sunshine Baby

9 febbraio 2009 – 20:13Nessun Commento

Viene definita il fenomeno del secolo. Lara Gut, 17 anni, che oggi ha strappato un argento anche nella libera dei mondiali di Val d’Isère, è la promessa dello sci svizzero. Ma il suo percorso è del tutto originale: non ha mai fatto parte dei quadri della nazionale elvetica, preferendo affidarsi a un team personale agli ordini del padre, Pauli e della madre Gabriella.

Sono in tre. Tre uomini di età matura, ticinesi o italiani. Formano il Team Lara Gut, una struttura privata, appositamente creata l’anno scorso attorno al nuovo prodigio dello sport svizzero. Sono quasi un clan. A volte mentori, altre angeli custodi e confidenti, questi tre personaggi accompagnano la giovane di 17 anni a tutte le gare. Hanno un solo scopo: fare della ragazza di Comano la grande campionessa che tutto il mondo aspetta. Il primo degli uomini di Lara è Barnaba Grippi, detto Babi, il “service man”. Volubile italiano di 50 anni, è il mattacchione della compagnia. “Ha sempre la battuta pronta e una parola di conforto – dice la ticinese “è quello che mi assomiglia di più”. Appena ha un momento, quella che ormai tutti chiamano “Sunshine” (raggio di sole) passa all’atelier per punzecchiare Babi. Quando ci sono spostamenti, questo gioioso team si organizza sempre per percorrere la strada insieme in minibus. Poi c’è Mauro Pini, l’allenatore. Un uomo riservato, quasi solitario, ma molto ascoltato e rispettato nell’ambiente dello sci. “È il più tranquillo dei tre – riconosce Lara. Parla poco, ma quello che dice suona giusto, vero”. Il ticinese di 44 anni conosce bene la sua piccola protetta. Fin dai tempi della culla. “Vengo da Airolo, lo stesso paese di suo padre Pauli – spiega  “da giovani sciavamo insieme. Ho persino fatto l’apprendistato di falegname nell’impresa dei genitori di Pauli”. Un lavoro che Mauro Pini lascerà in fretta per intraprendere, a 20 anni, una carriera di allenatore di sci. Sarà in particolare coach per sei anni della gigantista spagnola Maria José Rienda Contreras (6 vittorie in coppa del mondo).

 

Un padre onnipresente

 

Infine e soprattutto, c’è Pauli Gut, l’onnipresente padre di Lara, “le patron” della squadra, il suo “team manager”. “Sono soprattutto gli altri che mi descrivono in questo modo – spiega sorridente e caloroso. La nostra forza sta nel fatto che nessuno impone le sue idee. Ogni decisione è discussa”. E aggiunge: “Io sono soprattutto quello che cerca i fondi”. Mantenere una tale struttura totalmente privata costa molto cara. La stampa ha parlato di un totale 300 mila franchi all’anno. “Non fornirò nessuna cifra – dice. “Ma tutti voi potete fare delle stime, ci sono due salari a tempo pieno, il mio e quello di Mauro. Facciamo capo ai servizi di una fisioterapista e, durante l’estate, di un preparatore fisico”. La remunerazione del “service man” è invece assicurata dalla Atomic.

 

Il “talento del secolo”

 

Per gestire il team e seguire sua figlia, Pauli Gut, l’anno scorso ha lasciato il suo posto d’insegnante in una scuola professionale. Rimpianti? “No – dice -. Poter vivere una tale avventura con una figlia è una cosa unica”. Questo impegno sua figlia lo sa apprezzare. “Senza mio padre non sarei qui” – confida Lara. “È il mio più grande sostegno. Avendo fatto dello sci di competizione in gioventù, ne comprende le esigenze. Ed è qualcuno che ascolta sempre”. Pauli Gut avrebbe potuto affidare la figlia alle premure della Federazione svizzera. Ha preferito offrire mettere in piedi un team ad hoc dove tutti lavorano solo per lei.

“Nel suo ambito, Lara è una virtuosa, è molto difficile far coincidere i suoi bisogni con quelli degli altri sportivi” – afferma Mauro Pini. L’allenatore non è certo l’unico a credere nel potenziale fuori dal comune della giovane Lara, che ha ottenuto in dicembre la sua prima vittoria in Coppa del mondo in occasione del super-G di St. Moritz prima dei due argenti ai mondiali di Val d’ Isère. L’austriaca Renate Götschl, una delle migliori sciatrici del circo bianco: “Lara Gut è il talento del secolo. Non ho mai visto una giovane tanto brillante sugli sci”. Un punto di vista condiviso dal vodese Hugues Ansermoz, patron della squadra femminile svizzera: “Imporsi in Coppa del mondo a 17 anni è eccezionale. Ma bisogna rispondere ai suoi bisogni senza prevaricare le altre ragazze. La squadra svizzera non è solo Lara”. Cita le due vittorie di Dominique Gisin, il podio di Fabienne Suter e i buoni risultati di Aline Bonjour.

 

Un team dentro il team

 

I rapporti fra il Team Lara Gut e Swiss Ski non sono sempre stati armoniosi. L’anno scorso, lo statuto privilegiato accordato alla graziosa ticinese, in oltre dotata di una incredibile sicurezza che sfiora l’arroganza, ha suscitato gelosie e frizioni. “Questa stagione va meglio” si rallegra Lara, che alloggia sul circuito, nello stesso hotel delle altre atlete. Pauli Gut e Mauro Pini collaborano da ora in avanti con gli allenatori della squadra svizzera.“Abbiamo trovato un terreno d’ intesa”- conferma Hugues “Ansermoz. Ma certi punti dovranno essere ridiscussi al termine della stagione”. Bisognerà smussare degli angoli visto che la collaborazione fra la famiglia Gut e la federazione è destinata certamente a durare nel tempo. Oltre a Lara, il suo piccolo fratello Jan, di 13 anni, potrebbe integrare il team l’anno prossimo. Si dice abbia altrettanto talento della sorella, forse anche di più. Gut, un’impresa che decisamente non sente la crisi.

Da: L’illustrè/Il Caffé

 

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