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Voluntary disclosure: pubblicate le norme di attuazione

14 marzo 2015 – 08:04Nessun Commento

Anche i frontalieri in balia dell'Agenzia delle entrate?

C’è tempo fino al 30 settembre 2015 per approfittare della possibilità di regolare la propria posizione con il fisco italiano con una autodenuncia nell’ambito delle modalità previste dalla “voluntary disclosure”. L’agenzia delle entrate ha pubblicato ieri la circolare con le norme di attuazione.

Il provvedimento permetterà di regolarizzare depositi non dichiarati detenuti in banche estere, di ovviare a violazioni dichiarative relative ad imposte sui redditi e addizionali, alle imposte sostitutive, all’Irap, all’IVA, nonché di sanare le violazioni in materia di dichiarazioni dei sostituti d’imposta.

Anche per molti frontalieri, ex frontalieri ed eredi di frontalieri che hanno mantenuto in Svizzera capitali non dichiarati – per esempio la liquidazione del secondo pilastro – questa potrebbe essere l’ultima occasione per mettersi in regola con il fisco italiano. Già oggi molto italiani con depositi in nero in Svizzera sono confrontati con notevoli difficoltà quando vogliono rientrare in possesso dei propri soldi.

È noto infatti che un numero sempre maggiore di banche svizzere si rifiuta di consegnare ai propri clienti i fondi che hanno in deposito, se il cliente non è in grado di dimostrare di aver denunciato al fisco del proprio paese. Per rientrare in possesso dei propri soldi l’autodenuncia diventa quindi un passaggio obbligato. Fra qualche anno poi, quando le autorità fiscali italiane, grazie allo scambio automatico delle informazioni, avranno accesso ai dati bancari svizzeri, le sanzioni potrebbero essere ben più gravi.

Facendo capo all’autodenuncia le imposte arretrate andranno corrisposte per intero ma sono previsti sconti sostanziosi a livello di sanzioni. Vengono infatti dimezzati i tempi di accertamento (5 invece di 10 anni), ciò che significa la prescrizione delle posizioni antecedenti al 2009 (per i reati di omessa dichiarazione, autoriciclaggio e quegli altri coperti dalla voluntary disclosure) e le sanzioni ridotte allo 0,5% annuo (in riferimento al cosiddetto modulo RW sui beni all’estero).

Red.

 

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