Scomparso nel nulla da tre anni. E’ stato ritrovato
Francesco Rigoli è tornato a casa. 1156 giorni dopo essere svanito nel nulla, ha suonato il campanello della casa dei suoi genitori, a Mercallo (Varese). Quando hanno sentito la sua voce dal citofono non ci potevano credere. Non la sentivano da tre anni e due mesi, dal 31 ottobre 2011. A quel punto è scattato un abbraccio e un pianto indimenticabile. Come quello di una seconda nascita. Francesco è vivo e sta bene e, per chi lo ha amato e non ha mai perso la speranza di riabbracciarlo, il 2015 non poteva aprirsi nel modo migliore.
Il ragazzo di 28 anni di origini peruviane era scomparso nella notte di Halloween in circostanze misteriose visto che, nei primi giorni delle indagini, i segnali non erano proprio positivi. La sua auto, infatti, venne trovata bruciata nel Lodigiano. Inoltre in questi anni, i casi di scomparsa di persona sono finiti spesso in tragedia, mentre altre volte le persone allontanatesi più o meno volontariamente dai famigliari, difficilmente sono tornate indietro. Stavolta, invece, a Mercallo è arrivato il lieto fine.
Dopo anni di ricerche, appelli e preghiere, Silvano Rigoli e Rosanna Agostini hanno rivisto il loro Francesco. “Alcuni segnali positivi c’erano già da qualche tempo – racconta il papà – visto che le associazioni di ricerca degli scomparsi che ci hanno aiutato, ci avevano segnalato un paio di avvistamenti fra Torino e Genova. Evidentemente erano veri perché ora Francesco lavora in Francia. Si è mantenuto girando tutta l’Europa, compiendo lavoretti qua e là. Ci ha detto di aver trovato la sua strada e che vuole continuare a percorrerla”. Adesso però, i suoi cari, non sono più nell’ansia di non sapere più nulla di lui da quella notte-incubo di Halloween: “Ci ha descritto la sua scelta come un suo bisogno di esperienza di vita da solo. Starà con noi qualche giorno e poi ripartirà. Noi siamo contentissimi: è come lo avevamo lasciato. Certo, ha tre anni in più, è cresciuto, è diventato uomo. Ma è sempre quello di prima: un ragazzo a posto e pulito. E di questo ne siamo fieri”. Viste le tambureggianti ricerche avvenute sui giornali, sui social network e su internet, Francesco sapeva di essere cercato ovunque: “Forse è anche grazie a ciò – aggiunge Silvano – che ha deciso di venirci a trovare. Ci ha promesso di voler riallacciare i rapporti con la famiglia, costruendosi comunque la sua vita. E’ uno spirito libero e lui ha diritto di fare quello che vuole. Certo, a noi la sua presenza è mancata tanto, ma ora ci siamo chiariti e soprattutto sappiamo dov’è e cosa fa. L’incontro con la mamma è stato molto toccante: hanno passato San Silvestro e Capodanno ad accarezzarsi. E’ stato bellissimo”.
Un lieto fine dopo che, in questi anni non erano mancati i colpi di scena e le speranze vane. Come poche settimane dopo la scomparsa, quando Francesco tentò di entrare nella Legione Straniera nel Sud della Francia e papà Silvano partì verso la Costa Azzurra, “mancando” il figlio (il cui arruolamento non venne accettato) per un pelo. E ancora: era il 24 giugno 2012 quando la Prealpina pubblicò la foto del pubblico di Varese intento a osservare sul maxi-schermo di piazza Repubblica la partita Italia-Inghilterra degli Europei di calcio. Il padre di Francesco notò un ragazzo “sosia” del figlio fra gli spettatori. Un altro avvistamento rivelatosi infondato. E poi altre segnalazioni più o meno false, mentre Chi l’ha Visto “non ci ha più aiutato – conclude Silvano – perché il caso non interessava più”. Poco male. Ora Francesco è tornato a casa. E’ vivo. E sta bene.
Nicola Antonello
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