Riscaldamento del pianeta: clima tropicale al sud delle Alpi
Entro la fine del secolo le temperature in Svizzera aumenteranno sensibilmente, particolarmente nel sud del Paese. Il nuovo rapporto CH2014-Impacts elaborato dall’Università di Berna prevede un cambiamento climatico le cui conseguenze più evidenti saranno un numero crescente di notti con temperature tropicali e una diminuzione delle precipitazioni nevose. A rischio anche la qualità delle falde freatiche elvetiche, ma non solo.
I ricercatori dell’Università di Berna hanno presentato oggi il rapporto CH2014-Impact che analizza gli scenari conseguenti al cambiamento climatico in Svizzera. Il riscaldamento del pianeta comporterà un calo delle precipitazioni nevose, un aumento delle notti tropicali e un riscaldamento delle acque di falda. Un dato quest ultimo che metterà a rischio la qualità dell’acqua potabile.
Se nessuna misura radicale sarà adottata a breve per contenere il cambiamento climatico, l’Altipiano elvetico sarà rarissimamente ricoperto di neve in inverno entro la fine del ventunesimo secolo, la stagione invernale sarà più breve e il 90% dei ghiacciai si sarà sciolta prima del 2100. Soprattutto, le falde freatiche si riscalderanno e, come detto, ciò provocherà una diminuzione della qualità dell’acqua potabile svizzera. Per altro tutta l’Europa centro meridionale subirà la stessa sorte climatica.
L’effetto paradosso di questa situazione è che non sarà possibile sperare in un minor consumo energetico grazie alle temperature più miti. Infatti i risparmi realizzati saranno annullati da un maggior consumo in climatizzazione. Saranno pure più frequenti i ricoveri in ospedale e l’uso di medicinali.
La migrazione degli uccelli e delle piante verdi verso zone più in altitudine continuerà anche nel corso del resto del secolo mentre la biodiversità si indebolirà notevolmente in pianura. Gli alberi cresceranno meno bene in alcune valli alpine già ritenute oggi particolarmente secche e ciò indebolirà l’effetto protettivo contro le valanghe e gli smottamenti.
Il rapporto indica che attorno al 2085 i ticinesi subiranno periodi di altissime temperature con notti tropicali sull’arco di due mesi ogni anno; la conseguenza sarà un indebolimento della salute degli uomini, degli animali e delle foreste. Inondazioni e siccità saranno invece più frequenti nell’Altipiano.
I ricercatori bernesi ritengono che la Svizzera non potrà evitare il riscaldamento climatico e deve quindi sin d’ora prevedere un uso più parsimonioso delle sue risorse idriche. Soprattutto è indispensabile una riduzione dell’immissione dei gas a effetto serra.
Red.
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