Libera circolazione: Berna approva parte delle proposte ticinesi
Effetti della libera circolazione delle persone e necessità di intervento per limitarne le conseguenze negative sono al centro di un rapporto elaborato dalla Segreteria di Stato dell’economia approvato oggi dal Governo elvetico. Accolte, in particolare, sei delle nove misure proposte dal Canton Ticino.
Il Consiglio federale ha approvato, nel corso della seduta odierna, il rapporto della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sulla “Libera circolazione delle persone e misure del mercato del lavoro: valutazione degli effetti e necessità d’intervento”. Questo documento presenta i risultati del gruppo di lavoro – presieduto dalla Segretaria di Stato dell’economia Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch – che è stato incaricato, lo scorso 2 luglio 2013, di analizzare il funzionamento delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone e le possibili modalità d’intervento.
La Consigliere di Stato ticinese Laura Sadis ha partecipato ai lavori del gruppo in rappresentanza del Canton Ticino, unico Cantone direttamente coinvolto. La maggioranza dei partecipanti – tra cui rappresentanti dell’Amministrazione federale, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni economiche – ha sostanzialmente approvato sei delle nove proposte presentate o sostenute dal Canton Ticino, più precisamente:
• L’innalzamento del tetto massimo delle sanzioni da 5′000 a 30′000 franchi per le violazioni concernenti i salari previste dalla legge sui lavoratori distaccati;
• La creazione di una base legale per decretare il blocco immediato dei lavori per gravi violazioni alle normative sulle condizioni lavorative e salariali o per casi di falsi indipendenti;
• Un ampliamento delle informazioni raccolte tramite il modulo di notifica;
• L’introduzione dell’obbligo di notifica e di autorizzazione sin dal primo giorno per i prestatori di servizio esteri nel settore paesaggistico;
• Un aumento dei controlli e del relativo finanziamento da parte della SECO sulla base di determinati criteri;
• Un miglioramento nell’esecuzione delle misure collaterali in diversi ambiti (raccolta e trasmissione dei dati alla SECO, revisione compensazione e professionalizzazione delle Commissioni paritetiche, sinergie tra misure accompagnatorie e altri ambiti, sistema di badge sui cantieri e formazione degli ispettori).
Altre due misure – l’introduzione di una sanzione nei confronti dei datori di lavoro che impiegano falsi indipendenti e il miglioramento dell’applicazione dell’obbligo di cauzione per le imprese che distaccano lavoratori – saranno invece oggetto di approfondimenti dopo la pubblicazione del rapporto 2014 sull’esecuzione delle misure collaterali.
In particolare, vale la pena sottolineare le misure volte a migliorare la procedura di notifica per i lavoratori esteri, indipendenti o distaccati, che prestano servizio in Svizzera. Il Canton Ticino ha proposto, con successo, la raccolta di maggiori informazioni grazie alle quali sarà possibile garantire delle attività ispettive e di controllo ancora più efficaci e puntuali. L’Ufficio federale della migrazione, autorità competente per la gestione della banca dati delle notifiche on-line, la modificherà coinvolgendo nel progetto un gruppo d’esperti costituito dall’Associazione degli uffici svizzeri del lavoro, al quale parteciperà anche il Canton Ticino.
Il gruppo di lavoro della SECO non ha, per contro, dato seguito alla richiesta d’introduzione di una tassa amministrativa per le notifiche on-line, ma ha sostenuto l’introduzione di criteri chiari e oggettivi sui quali le Commissioni paritetiche e le Commissioni tripartite cantonali potranno basare le proprie richieste di sostegno legate all’aumento del numero di controlli da eseguire. Questi criteri – il cui adempimento conferirà diritto a maggiori finanziamenti – dovranno rispecchiare i bisogni delle regioni o dei settori economici particolarmente toccati dagli effetti negativi della libera circolazione delle persone. Il Canton Ticino ha proposto di includere nei criteri decisionali anche dei dati relativi all’aumento del personale frontaliero impiegato in una data regione, delle notifiche o dei casi di abuso della libera circolazione.
La SECO ha tenuto a ribadire l’importanza delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone. La Confederazione continuerà quindi ad assicurare il finanziamento degli organi e degli strumenti per un’efficace e coerente applicazione delle stesse. Al contempo, sarà valutata la loro possibile evoluzione, alla luce della futura implementazione del nuovo articolo costituzionale approvato dal popolo il 9 febbraio scorso.
Com./Red.
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