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Ingorghi sulle strade svizzere: la soluzione è il pedaggio

19 marzo 2014 – 12:12Nessun Commento

(cc uberto)

Nelle ore di punta dei pendolari l’infrastruttura svizzera dei trasporti è al limite della capacità. L’«indice code dei pendolari» pubblicato in queste ore dal Credit Suisse mostra dove prevalgono gli ingorghi. La soluzione individuata è l’introduzione di un pedaggio stradale.

Le ore di intasamento sulle strade nazionali sono raddoppiate tra il 2008 e il 2012. Questo massiccio incremento è indice del fatto che è stata raggiunta la soglia di sfruttamento dell’infrastruttura, in quanto al limite della capacità gli ingorghi crescono in misura superiore al volume di traffico. Hanno contribuito in particolar modo al maggior volume di traffico gli autoveicoli privati. Soprattutto il traffico dei lavoratori è aumentato sensibilmente, con un incremento di 230 000 pendolari soltanto negli ultimi dodici anni. Ciò si riflette anche sul volume di ingorghi, con circa l’85–90% di tutte le ore di intasamento osservato all’interno degli agglomerati.

Queste sono le principali constatazioni messe in evidenza dal documento “L’indice code pendolari” elaborato dal Credit Suisse e pubblicato in queste ore la cui conclusione più importante è quella che essendo gli ingorghi un problema economico e non fisico, la soluzione ideale è l’introduzione di un pedaggio per accedere alle principali città elvetiche.

Sulla base dei dati del censimento e delle informazioni sui flussi di traffico, è stato possibile calcolato un indice di riferimento che mostra dove il pendolare medio rimane più a lungo in coda alle 7.15 del martedì mattina. I pendolari che subiscono i maggiori ingorghi sono quelli nell’agglomerato di Zurigo. Con Winterthur, Baden-Brugg e Zugo, altri tre agglomerati del comprensorio di Zurigo si collocano tra i primi dieci nella graduatoria delle code, con una sollecitazione che è comunque rispettivamente di un terzo inferiore rispetto alla città di Zurigo. Nell’agglomerato di Ginevra la perdita di tempo dovuta al traffico è inferiore a quella di Zurigo soltanto del 4%, con un meritato secondo posto nell’indice code dei pendolari. Con il 79% della sollecitazione di Zurigo, anche Losanna conquista il «podio» degli ingorghi posizionandosi al terzo posto. Lugano si piazza al settimo posto in questa graduatoria negativa: 1) Zurigo,2) Ginevra, 3) Losanna, 4) Berna, 5) Winterthur, 6) Friburgo, 7) Lugano, 8) Baden-Brugg, 9) Zugo, 10) Basilea, 11) Burgdorf, 12) Bienne, 13) Vevey-Montreux, 14) Yverdon-les-Bains, 15) Aarau, 16) Lenzburg, 17) Luzern, 18) Neuchätel, 19) Bellinzona, 20) Wetzikon-Pfäffikon.

Gli ingorghi in Svizzera sono percepiti soprattutto come un fenomeno fisico. Le soluzioni proposte sono pertanto di carattere tecnico: costruzione di nuove strade, potenziamento dei trasporti pubblici ecc. Inoltre, alcuni fautori dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa sperano che questa possa servire a tenere le code sotto controllo. Gli ingorghi, però, sono piuttosto un problema economico: la domanda di mobilità cresce più rapidamente dell’offerta. Il mezzo più efficiente per conciliare domanda e offerta sembra essere l’introduzione di un sistema flessibile di pedaggi stradali, come viene già applicato con successo in diverse città nel mondo. Rispetto a un ampliamento dell’infrastruttura, con questo approccio non si aumenta la propensione alla mobilità ma si riducono comunque le ore di intasamento. Gli economisti del Credit Suisse ritengono che il pedaggio stradale per città come Zurigo e Ginevra sia una soluzione assolutamente sensata.

Com./Red.

 

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