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Telecamere ai valichi contro le rapine al confine

28 gennaio 2014 – 13:14Nessun Commento

Da marzo verranno attivate le telecamere ai valichi fra Canton Ticino e Varesotto. Le rapine in serie avvenute su territorio elvetico ma lungo la linea di confine hanno consigliato di dare un’accelerata all’operazione “occhio elettronico”, soprattutto per quei valichi che, dopo gli accordi di Schengen, non sono più presidiati 24 ore su 24. Entro marzo, come garantiscono dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese, la rete di videosorveglianza collocata ai valichi verrà attivata. Se ne parla da un anno e mezzo, ma occorrevano i tempi necessari prima per reperire i fondi, giunti anche da Comuni e Provincia, e poi mettere a punto gli impianti. Proprio nelle scorse settimane diversi sindaci avevano notato che ai valichi venivano installate le telecamere. Alcuni pensavano fossero già operative. Invece bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

L’operazione è attesa anche perché c’è un altro problema avanzato dalla parte svizzera: il passaggio di clandestini, sempre attraverso i valichi minori, quelli tradizionalmente meno sorvegliati e, particolare non secondario, circondati da fitti boschi.

Le Guardia di confine elvetiche, infatti, hanno segnalato più volte il ritorno di una figura che sembrava scomparsa: quella del passatore. Ossia il personaggio che, dietro congruo pagamento, come dice la parola stessa che si occupa di far passare oltrefrontiera le persone. Sembra un retaggio del passato e, invece, questi personaggi sono tornati. E’ chiaro che con le telecamere verrà dato un drastico giro di vite anche a questo tipo di fenomeni.

Il problema principale da affrontare resta quello delle rapine: gli episodi criminosi avvenuti nei giorni scorsi hanno spinto anche un partito moderato come il Partito popolare democratico (Ppd) a chiedere nuovamente il presidio fisso a tutti i valichi, fino alla chiusura in orari notturni. L’accusa è che l’Italia ha un numero elevato di piccole dogane non presidiate, da cui spesso i malviventi fuggono. “In questo contesto – scrivono dal PPD – e ritenuto che gli accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera non impediscono, in caso di situazioni eccezionali, di presidiare stabilmente i valici di confine, invitiamo il Consiglio di Stato (il Governo ticinese ndr) a rivolgersi direttamente a Berna per ottenere quanto prima un adeguato effettivo di guardie di confine per il presidio di tutti i valichi, affinché la sicurezza della popolazione possa essere adeguatamente garantita”.

Nicola Antonello

 

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