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Potenziare la linea Bellinzona-Luino-Gallarate senza dimenticare il territorio

3 dicembre 2013 – 15:08Nessun Commento

La stazione di Luino (foto Wikipedia)

È la posizione emersa dai convegni svoltisi a Varese e a Luino sul potenziamento delle opere collegate al potenziamento della trasversale del Gottardo. Sì ai vantaggi del corridoio 4 metri purché con le opere necessarie alla valorizzazione del territorio, no al modello Tav, ma anche un no deciso ai ritardi e ai disagi causati alla popolazione dall’Arcisate-Stabio.

Dopo due giornate intense e ricche di analisi, approfondimenti e discussioni – grazie ai convegni promossi sia a Varese che in riva al lago Maggiore dalla Camera di Commercio insieme alla Camera di Commercio Svizzera in Italia e all’amministrazione comunale luinese – le prospettive collegate all’adeguamento della ferrovia Bellinzona-Luino-Gallarate quale integrazione a Sud dell’Alptransit svizzera cominciano a emergere con maggior chiarezza.

L’aspetto più evidente è che, con il “corridoio 4 metri” così come delineato da una ricerca degli studiosi dell’Università Bocconi, Luino torna al centro del traffico ferroviario, strumento fondamentale per lo sviluppo economico e turistico dell’Alto Verbano. Altrettanto importante è però il bisogno della sinergia per costruire un’opera condivisa: sì insomma ai vantaggi della nuova linea ferroviaria purché congiuntamente si salvaguardino, anzi si valorizzino, le qualità ambientali di un territorio di grande pregio e appeal.

Un mix impossibile da ottenere? Nient’affatto se da parte di tutti i soggetti coinvolti, istituzioni nazionali e locali con gli operatori ferroviari, si metteranno al centro dell’attenzione le esigenze del territorio coinvolto. In tal caso, verrà esaltato ancora di più nel futuro il ruolo della linea di Luino quale corridoio favorito da basse pendenze. Il traffico merci lungo la direttrice Bellinzona-Luino-Gallarate è destinato ad aumentare in modo rilevante, ma questo vorrà dire anche sfruttare al meglio le potenzialità della linea per il traffico passeggeri.

Quest’ultima – è stato detto chiaramente durante l’incontro svoltosi a Luino ieri pomeriggio – sarà un’effettiva occasione per il rilancio turistico dell’Alto Verbano, che vede una quota maggioritaria, per la precisione il 66%, di presenze straniere con la prevalenza di flussi dall’area tedesca più abituata ad utilizzare la ferrovia per gli spostamenti.

Lo sguardo adesso è insomma rivolto agli stanziamenti: s’attende che la dichiarazione d’intenti sottoscritta tra Italia e Svizzera nel dicembre dello scorso anno si traduca nella messa disposizione delle risorse, che lo studio Bocconi indica in 220 milioni di euro, necessarie per realizzare un’infrastruttura dove le opere di compensazione con la valorizzazione del territorio siano uno degli elementi fondamentali. Al servizio congiuntamente sia dei traffici commerciali sull’asse Nord-Sud che dello sviluppo turistico dell’Alto Verbano.

Red./Comunicato

 

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