Svizzeri la maggior parte degli agricoltori stranieri in Italia
Record di di acquisizioni agricole da parte di stranieri in Italia. Il numero delle aziende agricoli passate in mani estere è aumentato dell’11%, per un totale di 17.286 aziende. Gli svizzeri costituiscono la maggioranza fra gli investitori stranieri.
E’ quanto emerge da una analisi dell’associazione degli agricoltori italiani Coldiretti, sulla base dei dati Inea-Infocamere. In coincidenza con la piu’ grave crisi economica degli ultimi decenni, l’agricoltura ha fatto segnare il record negli investimenti stranieri per la grande attrattività che esercita all’estero.
I terreni agricoli della penisola sono praticamente diventati la “banca” degli svizzeri che – sottolinea la Coldiretti – con il 16 per cento del totale delle proprietà agricole sono la nazionalità piu’ rappresentata tra gli imprenditori agricoli stranieri presenti in Italia, proprio mentre gli italiani sono tentati dall’esportare i propri capitali per metterli in sicurezza.
Sul podio degli investitori stranieri ci sono a seguire i tedeschi (15 per cento) ed i francesi (8 per cento) che apprezzano il potenziale economico del Made in Italy agroalimentare, ma anche la qualità della vita delle campagne nazionali. Forte la presenza anche di rumeni, (5 per cento), statunitensi (4 per cento), inglesi (4 per cento) e belgi (3 per cento). Gli imprenditori agricoli stranieri non provengono pero’ solo da economie forti, ma a scegliere il Belpaese sono soprattutto i giovani, con quasi due investitori su tre (61 per cento) che – precisa la Coldiretti – hanno meno di 50 anni.
Gli stranieri investono nell’agroalimentare Made in Italy perché gli ottimi risultati fatti segnare sul mercato estero, grazie all’immagine conquistata nel tempo, dimostrano che nel settore, anche se non c’è ancora il giusto reddito, c’è una prospettiva di futuro che non viene adeguatamente riconosciuta in Italia dove troppo spesso – sostiene la Coldiretti – si preferisce guardare al contingente e non al modello di sviluppo sul quale puntare per far crescere il Paese e cioè le leve uniche ed inimitabili di distintività come il cibo, il territorio, la tradizione, la cultura e il paesaggio.
La maggioranza delle aziende agricole acquisite dagli stranieri si trova in Toscana (14 per cento), il 13 per cento in Sicilia, il 7 per cento sia in Veneto, che nel Lazio e Campania. Ed è proprio nelle campagne toscane che quest’anno un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola agricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per la produzione di vino: l’azienda agricola Casanova – La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero.
Red./Comunicato
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