Abusava delle pazienti anziane: a Lugano condannato a 12 anni un ex infermiere-mostro
E` una storia al limite del reale quella che si è conclusa oggi con la durissima condanna a 12 anni di detenzione nei confronti di un ex infermiere a domicilio che per una decina d’anni ha abusato sessualmente di tredici anziane pazienti, violentato una conoscente che aveva prima sedato e maltrattato pazienti di una casa anziani in cui aveva lavorato. Una storia incredibile, soprattutto per le modalità con cui è avvenuta senza che il mostro fosse fermato.
«Un sadico sessuale, un narcisista perverso. Ha agito con inaudita as¬senza di scrupoli, un egoismo senza pari. Lui, recidivo da anni, privo di un reale pentimento. Un uomo per cui l’unica via oggi è una cura seria, in grado di dare garanzie di fronte all’al¬to rischio di recidiva emerso». Così la Procuratrice pubblica Chiara Borrelli ha motivato la richiesta di una pena esemplare, di una detenzione di tredici anni e mezzo. E la Giudice delle Assise criminali di Lugano Rosa Item oggi le ha dato ragione su tutta la linea: all’ex infermiere 45enne che per dieci lunghi anni ha abusato delle sue pazienti, anziane donne alle quali avrebbe dovuto prestare cure infermieristiche, che ha abusato di una conoscente attraverso la somministrazione di farmaci e che si è reso protagonista di maltrattamenti e incuria nei confron¬ti di altri pazienti in una casa per an¬ziani dove aveva lavorato, è stata inflitta una pensa di dodici anni di detenzione, l’obbligo di un trattamento specialistico e il divieto di esercitare la professione per cinque anni.
“L’imputato ha commesso fatti di inaudita e inenarrabile gravità”, ha dichiarato Rosa Item, che ha aggiunto “il suo comportamento è esecrabile”. E lo è ancor più pensando che l’uomo non ha mai chiesto scusa né alle sue vittime né loro familiari. “Ha agito lucidamente per anni e con premeditazione e nessuna pietà nei confronti delle vittime. Atti che fanno rabbrividire”, ha affermato la giudice, commessi “contro donne che ha costretto con comportamento spregevole ai suoi insani atti. Ha sfruttato lo stato di incapacità di inettitudine a resistere verso due persone gravemente malate e prive della capacità di ribellarsi. L’imputato ha agito con egoismo, non fermandosi di fronte a nulla, un agire spregiudicato e senza mancanza di scrupoli”. Una solo lieve scemata responsabilità ha consentito di ridurre di poco la pensa richiesta.
Quella conclusasi con la condanna odierna è una vicenda terribile che ha scosso il Ticino, un Cantone nel quale le cure a domicilio per le persone anziane fanno parte di una rete sociale estremamente funzionante e apprezzatissima dalla popolazione. Quanto è accaduto lascia una ferita aperta che si rimarginerà solo con difficoltà.
Red.
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