Tremezzina: quella variante s’ha o non s’ha da fare?
I comuni della zona e le categorie produttive attendono da anni una strada che colleghi direttamente le realtà lacustri di Colonno e Griante, evitando così le strettoie della statale Regina. Ma mentre c’è chi ha ipotizzato anche soluzioni alternative, come l’allargamento dell’attuale arteria, i fondi per realizzare l’opera non sono ancora all’orizzonte.
Se ne parla dagli anni Ottanta, ma è solo dallo scorso febbraio che si è fatta più concreta la Variante della Tremezzina, ovvero una strada che colleghi direttamente i comuni lariani di Colonno e Griante, bypassando così le strettoie sulla S.S. 340 “Regina” fra Argegno, Colonno, Sala Comacina, Ossuccio e Mezzegra.
Infatti, con l’allora firma fra le istituzioni interessate dell’atto aggiuntivo alla convenzione riguardante la progettazione e la realizzazione dell’opera, tale ipotesi ha acquisito contorni più definiti. Entro 15 mesi dalla firma la Provincia di Como deve presentare il progetto definitivo all’Anas, che a sua volta dovrà inserirlo quale prioritario nei prossimi atti di programmazione pluriennale.
Un’opera per la cui progettazione definitiva si stimano 2 milioni e 200mila euro suddivisi tra Regione Lombardia (1,6 milioni), Provincia di Como (350mila euro) e Camera di Commercio (250mila), cui andranno poi sommati i circa 330 milioni per la realizzazione, a carico di Anas, Regione enti locali e, si suppone, privati.
E se i fautori della variante restano numerosi e “bipartisan”, dalle PA locali alla classe politica comasca, alle categorie produttive, Camera di Commercio e Confcommercio cittadine in primis, che la vedono come un’infrastruttura strategica e necessaria per l’economia e il turismo del territorio, non mancano voci critiche.
In particolare gli esponenti lariani e regionali del Movimento 5 Stelle, che puntano oggi il dito, oltre che sulle lungaggini e criticità della variante, sui suoi costi, proponendo invece soluzioni alternative, a loro giudizio meno dispendiose, più concrete e attuabili a breve. Ad esempio il potenziamento della navigazione, misure di controllo ed educazione stradale, la deviazione dei bus turistici in ingresso da Lugano verso Menaggio e soprattutto l’allargamento dell’attuale Regina nei punti critici.
Su tutto ciò pesa inoltre proprio l’incognita del finanziamento dell’opera medesima, col presidente regionale Roberto Maroni a dichiarare recentemente sulla stampa che i soldi si troveranno. Ma che comunque, allo stato attuale, vanno ancora reperiti…
Pierangelo Piantanida
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