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Tre domande a…

Sergio Aureli, Segretario sindacale Unia

23 luglio 2013 – 14:09Nessun Commento

(Foto N.A.)

Sergio Aureli è Segretario sindacale dell’Unia Ticino e Moesa con la responsabilità del settore dei frontalieri. Gli abbiamo chiesto le ultime novità sul mondo degli italiani che lavorano in Svizzera.

Quali sono le novità fiscali per i frontalieri?
Innanzitutto entro il 30 settembre va dichiarata la cosiddetta “patrimoniale”. Attenzione, per questa tipologia di lavoratori si è ben lontani dalla cosiddetta dichiarazione dei redditi. In realtà è una dichiarazione da effettuare all’interno del Modello unico di dichiarazione dei redditi vigente in Italia (quadro RM). Il frontaliere in questo modo è chiamato dichiarare al fisco che detiene uno o piú conti correnti in Svizzera (non viene dichiarato nè il numero nè l’istituto in cui sono depositati gli averi). Si tratta di un adempimento in più, ma permette al lavoratore italiano di mettersi al riparo da eventuali controlli dell’agenzia delle Entrate. Il fisco italiano, per esempio, può effettuare una verifica sul tenore di vita del frontaliere (controllo incrociato spese sostenute/avere detenuti). Con la dichiarazione patrimoniale viene chiarito il tutto e si può rimanere tranquilli. La dichiarazione si può effettuare presso un qualsiasi CAAF.

Vi è poi la questione della euroritenuta per i frontalieri. Qual è la situazione?
Si tratta di una trattenuta per ogni conto corrente detenuto in Svizzera ad esempio dal lavoratore frontaliero in virtú della sua residenza su territorio Italiano. Per esempio, chi ha un conto corrente in Posta paga 5 franchi al mese, in altri istituti di credito arriva a 20 franchi al mese. Inoltre nell’aria vi è l’ipotesi che dal futuro prossimo verranno resi pubblici nomi e cognomi dei correntisti. Chiaramente i lavoratori frontalieri che dichiareranno il proprio conto corrente alle autorità fiscali italiane (patrimoniale) non dovranno temere la divulgazione dei loro nomi. Loro sono totalmente in regola: a temerlo dovrebbero essere soltanto gli evasori. Che, come si sa, sono altri: non i frontalieri.

Sugli ultimi problemi riguardanti il frontalierato che idee si è fatto?
Inizio con un paragone. Se per un problema come l’Ilva di Taranto e i suoi 30.000 lavoratori, l’Italia ha previsto un commissario straordinario e una task force, dovrebbe accadere almeno altrettanto nei confronti dei lavoratori frontalieri. Il Canton Ticino, con 60.000 frontalieri, è il piú grande datore di lavoro della Lombardia. Queste persone meriterebbero ben altro trattamento. Invece sempre più spesso l’Italia nega loro identità e dignità (servirebbe uno statuto del frontaliero. L’ultima questione sul fondo di disoccupazione speciale frontalieri è emblematica: che razza di Paese vuole diventare l’Italia?

Nicola Antonello

 

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