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Beppe Grillo, se ne va anche il parlamentare svizzero?

26 giugno 2013 – 17:06Nessun Commento

Alessio Tacconi (Facebook)

Il Movimento 5 Stelle potrebbe perdere a breve il suo deputato svizzero. Si tratta di Alessio Tacconi, 36 anni, unico eletto da Beppe Grillo nelle circoscrizioni estere. Tacconi sarebbe in rotta coi pentastellati per la questione dello stipendio da parlamentare.

Il Movimento 5 Stelle nel codice di comportamento degli eletti in Parlamento si regola così: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5.000 euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”.

Tacconi, però, non ci sta. L’onorevole abita ad Adliswil nel Canton Zurigo dove, per vivere, quei soldi non gli bastano. “Ho fatto presente al capogruppo Riccardo Nuti – ha detto Tacconi al Fatto Quotidiano – che le spese vive della mia famiglia superano i 5.000 euro lordi che dovrei percepire, stabiliti dall’interpretazione restrittiva che è stata fatta rispetto al Codice di comportamento. Ho sollecitato affinché il mio caso fosse valutato, perché potessi continuare a mantenere la mia famiglia e restare nel M5S nelle modalità decise dall’assemblea dei parlamentari”.

Forse Tacconi poteva anche pensarsi prima. Già, perché è vero che il taglio degli stipendi a 5.000 euro è stato deciso dopo le elezioni ma il Movimento di Grillo aveva già effettuato una sforbiciata notevole, per esempio, ai consiglieri regionali eletti in Sicilia. E, in campagna elettorale, si era preannunciato un intervento analogo anche a Roma. Eppure, nonostante ciò, Tacconi ha provato a farsi eleggere in ogni modo: il deputato italo-elvetico, infatti, il campagna elettorale si è caratterizzato per un invio massiccio di volantini elettorali in tutta Europa. Un episodio promosso all’oscuro degli altri candidati, che andarono su tutte le furie, scrivendo un comunicato di protesta: “Questa lettera (di Tacconi, ndr) contiene un programma elettorale non discusso ne votato e non fornisce al cittadino elettore la possibilità di conoscere il movimento e la totalità dei candidati facendo intendere che i candidati siano solo quelli presentati dalla lettera/volantino. Con questa azione riteniamo che i principi fondamentali del Movimento e del non statuto siano stati violati profondamente”. Ora c’è la grana della stipendio. Tacconi parerà il colpo?

N.Ant.

 

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