L’euro si rafforza
Dopo quasi due anni di passione la moneta europea sta riguadagnando terreno. Nelle ultime ore le quotazioni si aggirano attorno a Fr. 1.25 per un euro, ben 5 centesimi di franco al di sopra della barriera di Fr. 1,20 che la Banca nazionale svizzera nel 2011 ha deciso di difendere per salvaguardare gli interessi degli esportatori svizzeri.
Il mutamento di tendenza viene fatto risalire al successo riscontrato dagli organismi monetari dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale nello scongiurare una crisi creditizia. Le massicce e ripetute iniezioni di liquidità hanno finora permesso di evitare l’insolvenza anche dei paesi maggiormente indebitati.
Il Fondo monetario internazionale ha addirittura lodato i paesi alle prese con gravi problemi di deficit per i progressi fatti. In merito le valutazioni divergono, ma sta di fatto che le politiche adottate a livello internazionale sono state capaci di convincere gli investitori internazionali, che tornano a investire, soprattutto sui mercati azionari. I mezzi per effettuare questi investimenti provengono dai depositi in franchi svizzeri, e quindi il franco si indebolisce.
Il salario dei frontalieri ridotto del 4%
Per l’economia svizzera l’indebolimento del franco è un ottima notizia: dopo esser riuscita ad ottenere buoni risultati anche con il franco a quota 1,20, l’aumento delle quotazioni dell’euro non potrà che contribuire a far aumentare i margini di profitto soprattutto dell’industria d’esportazione. E infatti la borsa svizzera ha già festeggiato il rafforzamento dell’euro con un aumento degli indici.
Soddisfazione anche delle autorità monetarie, che possono cominciare a liberarsi dei miliardi di euro acquistati per difendere la soglia di Fr. 1,20. L’operazione si è rivelata un successo su tutti i fronti: da una parte ha permesso all’industria svizzera di mantenere le proprie posizioni sui mercati internazionali, dall’altra la Banca nazionale si prepara ad incassare profitti miliardari. Proprio ieri la BNS ha annunciato di aver chiuso i conti del 2012 con un profitto di circa 6 miliardi. Un miliardo verrà distribuito alla Confederazione e ai Cantoni.
Meno contenti saranno invece i frontalieri pagati in franchi svizzeri, che al momento di cambiare loro salario in euro si vedranno confrontati con una contrazione della busta paga del 4%. E se l’euro dovesse continuare a rafforzarsi, potrebbe di nuovo invertirsi il flusso turismo degli acquisti: l’euro più caro rende infatti più concorrenziale la spesa in Svizzera.
Red.
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