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Italia: nuova stretta fiscale in vista?

27 novembre 2012 – 17:33Nessun Commento

Riviste al ribasso le stime sulla crescita in Italia: l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (Ocse) prevede per il 2012 e il 2013 una contrazione rispettivamente del 2,2 e dell’1 per cento, contro il -1,7 e -0,4 stimato nel maggio scorso.

Se le previsioni dell’Ocse sulla crescita dell’economia italiana, più pessimistiche di quelle del governo, dovessero realizzarsi, ”un’ulteriore stretta di bilancio sarebbe necessaria nel 2014 per restare nel percorso di riduzione del debito previsto” afferma l’organizzazione internazionale. Questa ”crescita debole metterà ulteriore pressione negativa su occupazione, salari e prezzi”.

Il governo italiano sottolinea in un comunicato che le valutazioni dell’Ocse sulla crescita sono dovute a una valutazione pessimista degli investimenti. Secondo Roma gli investimenti saranno invece sostenuti dalla domanda esterna e dalla stabilizzazione dei mercati finanziari, e dovrebbero contribuire normalizzare progressivamente la situazione.

Soddisfazione invece a Roma per la valutazione positiva dell’Ocse per quanto riguarda il risanamento del bilancio, gli effetti delle riforme e la conferma che l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013 e nel 2014, come questo governo si era impegnato a fare e come richiesto dalle norme UE.

Unito al sostegno fornito all’attività economica, questo significa – afferma il comunicato pubblicato dal governo italiano – che l’Italia è “stata in grado, fino a questo momento, di evitare lo scenario peggiore”, in altre parole un circolo vizioso tra austerità e recessione. Il Governo sottolinea inoltre, così come l’OCSE, che “l’occupazione è rimasta notevolmente resiliente fino a questo momento”, e che il tasso di disoccupazione è aumentato soprattutto perché più persone, in particolare le donne, stanno entrando nel mercato del lavoro.

Accordo sulla Grecia

Le fosce prospettive dell’Ocse sono un po’ rasserenate dalla decisione di oggi dei ministri delle Finanze dell’Eurozona di autorizzare il versamento di 44 miliardi di euro ad Atene. La Grecia ha dovuto impegnarsi a tagliare il debito pubblico al 124% del prodotto interno lordo entro il 2020, adottando ulteriori misure di risparmio. In cambio ha ottenuto il dilazionamento dei termini di rimborso dei prestiti ottenuti. Attualmente il debito greco è al 170%.

Si spera che l’accordo contribuisca a rafforzare la fiducia nell’euro in un momento in cui il vento della crisi sta cominciando a investire anche la Germania. Un cambiamento di rotta è necessario per scongiurare il nuovo deterioramento del mercato del lavoro nell’eurozona.

Area euro minaccia per l’economa mondiale

Secondo l’Ocse, l’area euro „resta la principale minaccia per l’economia mondiale al momento, nonostante le recenti misure che hanno ridotto le pressioni a breve termine”. Nel dettaglio, prevede l’Ocse, la disoccupazione ”continuerà ad aumentare” nell’Eurozona (11,1% nel 2012, 11,9% nel 2013 e 12% nel 2014) mentre ”diminuirà” negli Usa (8,1% nel 2012, 7,8% nel 2013 e 7,5% nel 2014). L’organizzazione parigina stima un tasso di disoccupazione nell’area all’8% nel 2012, 8,2% nel 2013 e di nuovo 8% nel 2014.

Red.

 

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