Azzate: sgombero dal campeggio Settelaghi
Continua a far discutere la vicenda del campeggio Settelaghi, un’area nel comune di Azzate (Varese) che avrebbe dovuto esser adibita a campeggio e su cui invece sono state edificate case. Oltre quattrocento le famiglie che vi risiedono e che si stanno battendo contro la sentenza di sgombero.
Sgombero sì o sgombero no? La vicenda del campeggio abusivo di Azzate si complica sempre di più. Tutto nasce da un’indagine partita nel 2010: le Forze dell’Ordine hanno scoperto come una zona del paese di Azzate, in provincia di Varese, sia stata trasformata in un’area residenziale e non vi sia più traccia del progetto iniziale, che prevedeva il sorgere di un campeggio. Trattandosi di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici/ambientale, in quanto affacciata sul Lago di Varese, era stata destinata ad strutture mobili su piazzole dedicate.
Così non è stato: le indagini hanno infatti portato alla scoperta di una nuova destinazione per la zona. Dopo essere stata suddivisa in lotti di terreno, l’area è stata assegnata a ogni azionista della società Settelaghi, azienda proprietaria, che vi ha edificato case e servizi vari.
Le opere di urbanizzazione risultano ora illegali ed è per questo motivo che il Tribunale di Varese aveva imposto il ripristino dei luoghi e la cessazione di ogni attività abusiva. Uno sgombero di case e costruzioni, ma anche di persone. La vicenda aveva di per sé suscitato un gran scalpore, ma non è nulla se paragonato al movimento di protesta partito da Azzate. E’ notizia degli ultimi giorni, infatti, di come una gran parte dei cittadini che abitano nelle case edificate sull’area abbiano fatto ricorso contro la sentenza di sgombero.
“Siamo pronti a incatenarci” hanno gridato coloro che, vivendo da anni nel “campeggio” Settelaghi, si troverebbero in difficoltà se la sentenza diventasse immediatamente realtà. Sono oltre quattrocento le famiglie che, anni dopo anni, hanno preso domicilio nell’area. Al di là dell’illeicità della storia, è balzato sotto i riflettori il disagio sociale di tutti coloro che risiedono a tutti gli effetti nell’area sottoposta a sequestro.
E adesso? Mentre in paese e nelle zone limitrofe tutti discutono della vicenda, resta l’interrogativo sulla sorte delle oltre quattrocento famiglie e delle loro abitazioni. Per il momento la procura di Varese ha deciso di non premere sull’acceleratore, così da evitare che le persone in effettivo stato di bisogno finiscano in mezzo alla strada. Sarà il sindaco di Azzate Giovanni Dell’Acqua a doversi occupare della questione: dopo essere stato nominato custode e amministratore dell’area in questione, gli è stato assegnato il compito di esaminare tutte le domande dei residenti e dei domiciliati che hanno espresso la volontà di continuare ad abitare nei bungalow. Gli uffici comunali hanno ricevuto numerose richieste e il gran polverone suscitato ha forse convinto gli organi giudiziari a procedere con calma, per evitare problemi di ordine pubblico.
Chi si trova in reale stato di bisogno non finirà in mezzo a una strada, questo si è capito, ma il futuro del “campeggio” Settelaghi resta un mistero.
Santina Buscemi
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Buongiorno andate sul sito del comune di azzate scaricate le pla nimetrie dei vincoli chiaramente non sono del 1974 quando è stato creato e anche sulle cartine ufficiali non è un campeggio come tutti fanno passare ma un parco residenziale guardare per credere grazie trix