Arresti per tentato rip-deal a Lugano
Arrestati a Lugano quattro cittadini stranieri che avevano tentato un rip-deal. I quattro stranieri (un 52enne, di un 36enne, di un 35enne e un 33enne) sono sospettati di aver tentato questa forma di truffa sempre più diffusa nell’ambito di una compravendita di numerosi orologi di lusso, che doveva avvenire presso un albergo del centro di Lugano.
È stata sequestrata un’ingente somma di denaro con scritta facsimile, nonché il classico mobiletto appositamente modificato per truffare e confondere la vittima durante la trattativa. Nel corso della stessa, gli autori si sono impossessati di un orologio, tentando di darsi precipitosamente alla fuga sia a piedi sia con una vettura con targhe italiane. Il dispositivo messo in atto nelle immediate vicinanze dell’hotel dal Reparto mobile Sottoceneri e dalla Polizia giudiziaria ha permesso, in più fasi, il fermo degli autori. In base agli accertamenti ed agli interrogatori finora effettuati si ritiene che nella fattispecie siano coinvolte altre persone al momento ricercate.
Il rip-deal è un’operazione di cambio fraudolenta. I truffatori si presentano come acquirenti di oggetti preziosi o immobili, promettendo lauti guadagni grazie a un cambio favorevole. I truffatori, che risiedono soprattutto in Italia o in Francia, usano nomi che suonano ebraici, italiani o arabi. Inoltre si attribuiscono spesso titoli accademici o, in alcuni casi, si spacciano per sceicchi arabi. Le persone che hanno allacciato i primi contatti non sono normalmente presenti al momento della presunta consegna del denaro.
Le potenziali vittime vengono contattate attraverso le inserzioni pubblicate dalle stesse vittime (transazioni immobiliari, vendite di veicoli, cavalli, orologi, gioielli, oggetti d’arte oppure acquisizioni di società). In occasione del primo incontro, i truffatori non si mostrano affatto interessati all’oggetto menzionato nell’inserzione e tentano piuttosto astutamente di portare il discorso su un’operazione di cambio o su una transazione in contanti. In un secondo momento, nell’atmosfera di un albergo di lusso, i malviventi accennano ad affari riguardanti somme di denaro sempre più cospicue.
Nel caso scoperto a Lugano, i truffatori avevano dato appuntamento alla vittima in una albergo in cui avevano installato una macchinetta contasoldi su di un mobile appositamente preparato. Dopo aver dato alla vittima la possibilità di contare le banconote ed accertarsi della loro autenticità, un complice nascosto nell’armadietto avrebbe sostituito i mazzi di banconote autentiche con dei mazzi falsi o facsimili preparate in precedenza. Questa volta però la transazione non è andata in porto, perché probabilmente la vittima, insospettita, aveva avvertito la polizia.
Red./Comunicato
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[...] La possibile ricompensa si è così ridotta a 5300.- franchi: meglio di niente, si sono detti i turisti di oltre Gottardo. Ma finora non hanno ricevuto neanche quelli. La ragione è molto semplice: la valigia ritrovata costituisce il corpo di un reato, e come tale si trova ancora nelle mani della polizia. Nel frattempo gli agenti sono infatti che gli agenti riusciti a individuare il proprietario, appurando che si tratta della vittima di una truffa, di un cosidetto rip deal. [...]