Accordo italo-svizzero sulle infrastrutture di Alptransit
Per realizzare gli attesi benefici resi possibili dal tunnel di base del Gottardo per il corridoio Rotterdam-Genova è necessario superare i gap infrastrutturali in Svizzera e all’estero. Un primo passo concreto è la realizzazione di terminali intermodali nel Nord Italia, in merito alla quale a Lugano è stato oggi siglato un memorandum fra Cemat, operatore di trasporto combinato del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e il gruppo Hupac di Chiasso, operatore intermodale numero due in Europa.
Gli autotrasportatori sono pronti a scommettere sulla rotaia se quest’ultima sa essere competitiva ed efficiente – é questa la quintessenza emersa dal Forum organizzato a Lugano in occasione del 45esimo anniversario di Hupac, il numero due europeo del trasporto intermodale, che gestisce oltre 100 treni al giorno per il trasporto di container, casse mobili, semirimorchi ed autotreni completi.
Sul palco si sono succeduti Bernardino Regazzoni, ambasciatore di Svizzera in Italia il cui ruolo è di avvicinare gli interlocutori in Svizzera e Italia, il consigliere nazionale Fabio Regazzi, membro della Commissione Trasporti, e Raffaele Cattaneo, assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia che da anni sostiene l’intermodalità per migliorare la mobilità di merci e persone. Attesissimo l’intervento di Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato italiane (FSI) e presidente della Comunità delle Ferrovie europee (Community of European Railway and Infrastructure Companies), fortemente impegnato nel rilancio del vettore ferroviario a livello nazionale ed internazionale.
Il Forum é stato introdotto da Hans-Jörg Bertschi, presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’operatore intermodale Hupac fondato 45 anni fa a Chiasso ed oggi il numero due in Europa. „La galleria di base del Gottardo, che sarà operativa nel 2017, é una grande opportunità che va colta nel pieno del suo potenziale. E’ indispensabile adeguare le linee di accesso lungo tutto il corridoio per mettere i treni intermodali in condizioni di competere con il traffico stradale e di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia.” ha detto Bertschi.
Il punto dolente é la dimensione temporale dei lavori di adeguamento delle linee che oggi presentano parametri ben più modesti con lunghezze treno di 575 metri e un profilo di 3,80 metri. “La linea di Luino é più urgente, mentre la linea di Chiasso é più importante perché dovrà gestire i grandi volumi del futuro“, ha affermato Bertschi: „Non cadiamo nell’errore di concentrarci sulle grandi opere del domani e di dimenticare le necessità di oggi.“
“La Regione Lombardia farà la sua parte per far decollare i progetti”, ha assicurato Raffaele Cattaneo, assessore alla mobilità della Regione Lombardia. “Ma non vanno dimenticati i terminali esistenti, concentrati a grappolo allo sbocco delle linee transalpine (Sempione e Luino) tra la Lombardia e il Piemonte. Sono un fattore economico importante sia per la competitività dell’export italiano che in termini occupazionali nel settore della logistica. Le linee esistenti non saranno abbandonate ma rese più performanti attraverso piccoli interventi di adeguamento”, ha concluso Cattaneo.
Per quanto riguarda l’appuntamento di Alptransit, Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo FSI, ha dichiarato che il suo gruppo è pronto. “Per rispondere efficacemente all’aumento di traffico previsto entro il 2030, potenzieremo la linea di Chiasso con soluzioni tecnologiche capaci di aumentarne la capacità. Daremo inoltre il via allo sviluppo di infrastrutture e attività terminalistiche a est di Milano in modo da garantire sufficienti capacità.”
Red./Comunicato
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