Traffico transfrontaliere: nessun disincentivo, solo sensibilizzazione
“Il Consiglio di Stato segue attentamente l’evolversi della situazione legata al traffico transfrontaliere ed intende considerare tutti gli aspetti legati alle dinamiche che riguardano al frontiera”. Niente disincentivi alle aziende che non favoriscono la moderazione del traffico.
E`quanto il Governo ticinese sostiene rispondendo ad un atto parlamentare di Matteo Quadranti incentrato sui temi legati alla mobilità attraverso la frontiera in relazione ai lavoratori italiani occupati in Svizzera. Il Consiglio di Stato precisa che sul tratto di A2 compreso fra Mendrisio e Lugano, l’ufficio federale delle strade intende valutare, dopo un periodo di prova, l’introduzione della limitazione variabile della velocità massima consentita (a 100 o 80 km/h) quale misura accompagnatoria del cantiere nella galleria melide-Grancia. Si tratta di una misura già introdotta con successo su alcuni tratti della rete autostradale nazionale dove si è dimostrato che consente un aumento della capacità di trasporto del 10% durante le ore di punta.
Per quanto concerne il trasporto pubblico e la mobilità aziendale il Governo sta profondendo sforzi importanti anche in ottica transfrontaliera. Il prolungamento della linea TILO fino a Como-Albate nel 2009, il nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese, il potenziamento della linea Bellinzona-Luino-Malpensa rientrano in questa strategia.Importanti sono pure i contributi al trasporto pubblico su gomma per le linee Como-Chiasso, Ponte Tresa-Luino, Capolago-Porto Ceresio e Lugano-Menaggio.
Molto in Ticino si sta facendo nel campo della sensibilizzazione per quanto concerne la mobilità aziendale allo scopo di razionalizzare l’insieme dei tragitti pendolari e professionali.
Per ridurre i disagi nel Mendrisiotto e nel Luganese è in corso uno studio d’opportunità promosso dall’Ustra. Vi sono vagliate diverse varianti per potenziare la capacità dell’autostrada a sud di Lugano ma la soluzione potrà intervenire solo a lungo termine e previo studio di impatto ambientale.
Quadranti ha, dal canto suo, proposto l’introduzione di disincentivi alle aziende che non intendono partecipare attivamente a misure di riduzione del traffico aziendale. Una soluzione che il Governo non condivide ritenendo che prima di introdurre disincentivi o misure dissuasive nei confronti di aziende che non adottano un piano di mobilità aziendale, occorra puntare sulla sensibilizzazione e sulla promozione.
Red.
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