I cinesi adorano spaghetti e spumante
Se agli italiani piace andare a cena al ristorante cinese, ai cinesi piace sempre di più cucinare all’italiana: la dieta mediterranea sta infatti riscuotendo un gran successo in Cina, dove sbancano olio d’oliva, pasta e soprattutto spumante e prosecco made in Italy. Nel 2011, secondo quanto rilevato dalla Coldiretti, le esportazioni di prodotti alimentari italiani destinati alla Cina è aumentata del 36.3% rispetto al 2010.
Il settore alimentare italiano è stato altrettanto apprezzato nei paesi dell’Unione Europea e in quelli extraeuropei, in cui si è pure registrato un aumento delle richieste; ma in Cina il risultato è stato particolarmente brillante, e per certi versi sorprendente, date le differenti abitudini culinarie del popolo cinese.
Sulle tavole dei cinesi, nel 2011, sono finiti cibi e bevande italiane per un valore di 248 milioni di euro, ovvero un aumento del 30 per cento rispetto al 2010. Ai cinesi piace l’olio di oliva, così come piacciono dolci e biscotti e, ovviamente, la pasta, che ha vissuto un vero e proprio boom di esportazioni, pari a 5,3 milioni di euro (+ 60%); anche i formaggi hanno conosciuto una crescita del 42 per cento.
Ma a primeggiare sono vini, spumanti e affini. I cinesi hanno acquistato 67 milioni di euro di vini italiani, segnando una crescita record del 63%. E lo spumante fa pure meglio, dato che nel 2011 il consumo è più che triplicato (+235 per cento!). Questo dato è in parte spiegato dalla presenza di almeno 2,7 milioni di cinesi con un patrimonio personale netto di oltre 6 milioni di yuan (oltre 600.000 euro) che apprezzano l’enoteca e la gastronomia italiana.
Il balzo della domanda di spumante italiano in Cina, dove sono state spedite 7,6 milioni di bottiglie, soprattutto di Prosecco, nel 2011 traina le esportazioni di tutto il comparto agroalimentare. Tuttavia la bilancia commerciale nell’agroalimentare risulta ancora fortemente squilibrata, dato che l’Italia l’anno scorso ha importato prodotti cinesi per 589 milioni di euro, rispetto ai 248 milioni spesi dai cinesi per alimenti made in Italy.
Dalla Cina giungono in Italia soprattutto concentrato di pomodoro, aglio, semilavorati di frutta e verdura e legumi secchi. Per riequilibrare i rapporti è necessario rimuovere le barriere commerciali ancora presenti in Cina. Nonostante il miglioramento dei rapporti con l’apertura ad alcune produzioni italiane, rimangono ancora importanti le barriere fitosanitarie che limitano l’esportazione di prodotti ortofrutticoli poiché i dossier devono essere discussi prodotto per prodotto e questo provoca una notevole lungaggine nelle trattative.
Red./Com.
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