Dialetto in via d’estinzione? Tutt’altro!
Il dialetto è ancora vivo e vegeto, ben lontano dall'essere archiviato (dipinto "Il topo da biblioteca" di Carl Spitzweg)
Il dialetto farà la fine dei dinosauri? Si ridurrà ad un’anticaglia in grado di dilettare soltanto un qualche eremitico bibliofilo? No! Stando agli studi statistici dell’osservatorio linguistico della Svizzera italiana (OLSI), il dialetto continua a godere di una buona vitalità, viene trasmesso di generazione in generazione ed è ben lungi dall’estinguersi. Ma al giorno d’oggi quanti sono coloro che lo impiegano quotidianamente, e in quali regioni viene maggiormente utilizzato?
Secondo l’indagine condotta nel 2000 da Sandro Bianconi e Matteo Borioli dell’OLSI (nuovi dati sono in fase di elaborazione), il 15% della popolazione ticinese utilizza il dialetto per comunicare in famiglia, mentre il 19% fa ricorso al dialetto frammisto all’italiano: in totale, un terzo dei ticinesi è in grado di esprimersi tranquillamente in dialetto, ovvero quasi 100′000 persone!
La situazione è ben diversa sul lavoro o a scuola, dove l’estro della lingua vernacolare è meno in voga: la percentuale di coloro che discutono sia in dialetto che in italiano è lievemente maggiore (20%), ma le persone che adottano soltanto la parlata dialettale sono appena il 4%.
Insomma, già da questi dati si può facilmente intuire come il dialetto non sia una proprietà esclusiva dei nostri anziani. Anzi, ulteriori approfondimenti hanno rivelato che anche le fasce dei più giovani sono provviste di solide conoscenze dialettali: circa il 20% di bambini e ragazzi compresi tra zero e vent’anni lo usano mescolato all’italiano o in modo puro.
Tra Lugano, Locarno, Mendrisio e Bellinzona, il dialetto viene parlato maggiormente nella capitale cantonale, dal momento che circa il 20,4% degli abitanti di Bellinzona ne fanno uso giornaliero in famiglia… contro il 7,5% di Lugano, la città in cui il dialetto detiene minor vivacità. Le percentuali relative a Locarno e a Mendrisio si aggirano attorno all’11-14%; tuttavia le valli del locarnese continuano ad essere animate dal dialetto (parlato da circa il 40% dei residenti), come quelle a nord di Bellinzona (Leventina, Blenio, eccetera), laddove il 43% degli abitanti ricorre abitualmente al dialetto per gli affari di famiglia. Le valli di Lugano contano ancora il 28% di dialettofoni, mentre quelle che coronano Mendrisio il 30%.
Come assicura il ricercatore dell’OLSI Matteo Casoni, nuovi dati raccolti nel 2010 e tuttora in fase di elaborazione non dovrebbero distanziarsi di molto da quelli emessi dodici anni fa. In sostanza, il dialetto continua ad alimentare l’oralità di una fetta cospicua di ticinesi, e continua ad essere trasmesso tra una generazione e l’altra, ciò che ne indica una buona vitalità.
Loris Trotti
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