Tresa: anche i pesci faranno le scale!
La diga di Creva sul fiume Tresa costituisce una barriera insormontabile per i pesci che intendono risalire la corrente e raggiungere il lago Ceresio. Per agevolare le migrazioni ittiche, per ripopolare i bacini lacustri e per evitare l’estinzione di alcune specie acquatiche, la Provincia di Varese e il Dipartimento del territorio ticinese si sono uniti per fornire ai pesci un apposito “impianto di risalita”, che consentirà loro di scavalcare il muro della diga.
L’opera consiste in un canale lungo 232 metri, ritmato dalla successione di 71 bacini, ognuno dei quali permetterà ai pesci di guadagnare circa 30-33 centimetri di altitudine. Presentata con fervore stamane a Palazzo Verbania di Luino, la struttura costerà 1 milione e 200mila euro, primariamente finanziati dalla Fondazione Cariplo, cui si aggiungono le regioni insubriche coinvolte e la Enel. I lavori sono già iniziati da un paio di settimane e verrano ultimati entro fine anno. Una volta che anche lo sbarramento di isola Serafini nel piacentino verrà eluso, i pesci non incapperanno più in nessun tipo di sbarramento artificiale, e potranno scorrazzare liberamente dal Ceresio al Po, giù giù fino all’Adriatico.
Il tunnel sarà dotato di un’apposita camera di osservazione, in cui attraverso ampie vetrate sarà possibile censire i pesci in ascesa e in discesa: già, perché la “scala” – al contrario di un ascensore – consente entrambi i movimenti, sia verso monte che a valle. L’anguilla, ad esempio, è una specie catadroma, cioè scende in direzione delle acque salate per riprodursi. Conservare e gestire l’anguilla della Tresa è un altro degli obbiettivi connessi alla realizzazione del condotto per pesci.
Una struttura analoga, ma di dimensioni ridotte rispetto a quella in costruzione, è già stata inaugurata con successo a Lavena Ponte Tresa nel 2007: grazie all’apposita camera d’osservazione è stato possibile documentare il transito di 21 specie (di diversa taglia) per un totale di circa 22′000 pesci. Inoltre il passaggio ha giocato un ruolo fondamentale per il ritorno nel lago di Lugano di popolazioni ittiche a suo tempo scomparse, come il pesce Barbo.
Eludere la diga di Creva risulta dunque estremamente importante, in quanto la Tresa è l’unico legame che connette il Ceresio al Verbano e, di conseguenza, al Po e al mare. Riattivare la via equivale a ristabilire il ciclo naturale delle migrazioni ittiche e, dunque, a ripopolare il lago di Lugano. Attualmente, difatti, (in tutta Europa) si registra un trend negativo: i pesci che finiscono sulle nostre tavole sono in numero maggiore confronto a quelli “prodotti”. Affinché i nostri laghi ritornino a traboccare di pesci la soluzione migliore non è quella che procede per immissioni continue da parte dell’uomo, bensì quella che favorisce una ripopolazione naturale, che tenga conto della varietà di specie.
Red.
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