Segnali poco incoraggianti dall’Italia
Gli ostacoli tecnici al commercio e le dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano Mario Monti di voler attendere il beneplacito dell’Unione europea prima di intavolare un negoziato sulla fiscalità del risparmio che permetta finalmente di togliere la Svizzera dalla black list non sono segnali incoraggianti.
Lo ha affermato la presidente del Governo ticinese Laura Sadis in occasione dell’assemblea dell’Associazione degli industriali ticinesi AITI tenutasi oggi a Mendrisio. Purtroppo non si vedono soluzioni nell’immediato, benché “il disagio per questa impasse cresca anche nei Comuni italiani di frontiera, confrontati con il blocco parziale del ristorno delle imposte alla fonte dei frontalieri deciso lo scorso anno dal Consiglio di Stato. Un disagio – ha continuato Laura Sadis – che credo provino anche molti di noi, già solo per le affinità culturali e per l’amicizia, prima ancora che per i rapporti d’affari, che ci legano all’Italia.”
La direttrice del Dipartimento delle finanze e dell’economia ha anche espresso la sua comprensione per le preoccupazioni suscitate nella popolazione per l’afflusso di frontalieri, lavoratori distaccati e “padroncini”, che viene percepito come minaccia al proprio benessere.
D’altro canto, ha sottolineato Laura Sadis, vi sono comparti dell’economia cantonale, come quello industriale, che non potrebbero vivere senza l’apporto dei lavoratori frontalieri. La consigliera di Stato ha lanciato un appello “affinché i giovani intraprendano percorsi professionali ingiustamente negletti e che oggi offrono variegate possibilità di carriera, come nell’industria. Senza questo cambiamento culturale, che deve essere sostenuto da una sempre migliore formazione, non ha senso strillare contro i lavoratori stranieri.”
Il Cantone comunque non se ne sta con le mani in mano. Per frenare una dinamica che potrebbe essere il riflesso di fenomeni socialmente destabilizzanti ed inaccettabili, come per esempio il dumping salariale e sociale, il Cantone Ticino ha richiesto da tempo e a gran voce il rafforzamento delle misure accompagnatorie all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, rafforzamento in buona parte fatto proprio dal Consiglio federale nel messaggio approvato lo scorso 2 marzo.
In coerenza con questo indirizzo, va anche interpretato il sistema bonus/malus per l’assegnazione dei contributi previsti dalla Legge per l’innovazione economica (L-Inn), che tiene conto, fra i diversi fattori di valutazione di un progetto, anche del numero di dipendenti residenti e i livelli salariali.
Red.
Articoli correlati:
- Frontalieri al valico, poco più di 1 persona a vettura. A novembre avanti coi sondaggi
- Italia: segnali positivi dal mercato del lavoro
- Autorità ticinesi scioccate per i salari pagati ai frontalieri
- Fox Town: la legge non permette eccezioni
- Governo Ticinese: Borradori presidente
- Prendi i soldi e scappa… dall’ euro (VIDEO)
- Il Canton Ticino pronto a diventare un pezzo d’Italia?
- Frontalieri: imposte alla fonte da rivedere, ma non solo…
- Como: segnali di ripresa
- Cisalpino: via dall'Italia














