Il fisco italiano si salva con il gioco d’azzardo
Gioco d’azzardo: una delle poche “imprese” in crescita nell’Italia in crisi. Dal Gratta & Vinci al Superenalotto, adesso è arrivato il turno dei mini-casinò. Ogni paesino, ormai, ha la sua piccola Campione d’Italia.
Tanto che i dati rivelati sulla provincia di Varese sono inquietanti: secondo un’elaborazione della Consulta nazionale antiusura su fonti Agicos-Aams, in un anno ogni varesino è passato a spendere mediamente da 1.161 euro (nel 2010) a 1.446 euro (nel 2011). Una cifra pari a uno stipendio mensile, affidato nelle mani della dea bendata. Il problema, come rilevato da molti Comuni e da associazioni come la And (Azzardo e nuove dipendenze) di Varese, è che a finire nel gorgo delle slot machine sono soprattutto le fasce più deboli: pensionati, disoccupati, precari in caccia del colpo della vita. Finora, tuttavia, non vi è stata un’azione concordata per limitare un fenomeno sempre più preoccupante. Lo Stato italiano se ne guarda bene perché proporzionalmente al boom delle giocate, il fisco ne guadagna eccome: 11 miliardi di euro soltanto nel 2011. Un record, tanto per cambiare.
Nel Varesotto qualche municipio si è mosso: qualche limite d’orario, divieto di pubblicità e di installare macchinette nei pressi di scuole, chiese e altri luoghi sensibili. Interventi troppo deboli e a macchia di leopardo. E allora contro il modello “Lombardia-Las Vegas”, Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Partito democratico ha presentato una proposta di legge sulle “Norme per la prevenzione, in contrasto e il trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”. “I numeri – spiega Alfieri – a volte si trasformano in casi di patologia, di usura e di criminalità. Perciò abbiamo suggerito l’istituzione di un osservatorio regionale e di un’unità operativa specializzata in ogni Azienda sanitaria locale. E poi la creazione di un fondo regionale per gli interventi di aiuto economico, facendo leva su addizionali regionali sugli utili dei concessionari e dei gestori dei vari giochi”. E ancora: l’installazione di un lettore sulle slot machine, capace di riconoscere la tessera sanitaria per inibire l’accesso ai minori (come già in atto sui distributori di sigarette), la promozione di campagne di informazione sui rischi della spirale “Las Vegas” e l’azione di un amministratore di sostegno per la tutela del giocatore patologico e dei suoi familiari. “In Svizzera – dice ancora Alfieri – la presenza dei casinò ha circoscritto la situazione mentre in Italia, ormai, la situazione è incontrollata e incontrollabile. Tanto che una delle dieci principali concessionarie dello Stato è vicina a un boss dell’ndrangheta”.
La proposta di legge regionale non prevede nessuna riga sui temi “commerciali”: orari, divieti, eccetera. “Il tema è delicato – chiosa il consigliere regionale – e vogliamo arrivare anche a quegli aspetti, ma in maniera graduale”. La battaglia sarà dura e lunga. C’è da scommetterci.
Nicola Antonello
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Tessera sanitaria sulle slot… per impedire l’accesso ai minori? Ma se è già stato dimostrato sui distributori di sigarette che la tessera non costituisce un controllo valido! Infatti per un minore è fin troppo facile entrare in possesso di una tessera valida. Il problema è che tutti i sistemi automatici riconoscono la tessera, non il proprietario. Per impedire effettivamente l’accesso ai minori sia ai distributori di sigarette sia alle slot (ed anche ai casinò online) basterebbe invece un sistema che verifichi effettivamente l’identità della persona, cioè un sistema biometrico (vedasi ad esempio http://www.privacycard.it). Con un riconoscimento biometrico si avrebbe la certezza che l’utilizzatore sia maggiorenne, garantendo peraltro la sua privacy (sulla tessera sanitaria ci sono un sacco di dati ’sensibili’ che potrebbero essere letti). Inoltre l’utilizzo della tessera sanitaria sulle slot, oltre ad essere poco utile per il controllo dei minori, non mi pare assolutamente efficace per la lotta alla ludopatia. Meglio forse una tessera dedicata in cui vengono anche registrate vincite e perdite del giocatore, in modo che si renda conto di quanto sta spendendo e possa prendere coscienza della sua dipendenza.
A mio parere cioè l’adozione della tessera sanitaria pare più essere una risposta politica per dimostrare che qualcosa si sta facendo, senza però tentare effettivamente di trovare una soluzione efficace ed efficiente…
Il sito che volevo segnalare, che parla appunto in maniera generale di tessere biometriche, è http://www.privacycard.it (il link del mio precedente messaggio è sbagliato, scusate)