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Alberghi e ristoranti ticinesi: le stagioni peggiori

1 marzo 2012 – 13:50Nessun Commento

Lungolago di Lugano

Il settore turistico ticinese chiude un anno decisamente difficile e i dati relativi al quarto trimestre lo ribadiscono. La cifra d’affari settoriale segna una nuova importante flessione del -9,7% (su base annua) che si accoda ai risultati negativi ereditati dai trimestri passati. A pesare vi sono i prezzi del settore che, in Svizzera sono viziati non tanto dal rapporto Franco/Euro quanto da un abnorme aumento rispetto all’indice nazionale dei prezzi al consumo.

Certo, la domanda in Ticinoè ancora in calo e il volume di attività in flessione secondo il 60% degli esercenti (a fronte del 19% che dichiara un aumento). Inoltre, sia il livello d’impiego che la dotazione infrastrutturale seguitano ad essere complessivamente giudicati in eccesso. Ma non è da ricercare nel rapporto Franco/Euro il vero problema legato ai prezzi alti del settore alberghiero e della ristorazione ticinese e svizzera, in generale.

Il settore, infatti, negli ultimi vent’anni ha registrato un aumento dei prezzi del 28,5% superiore agli aumenti negli altri settori economici. In pratica, se in Svizzera dal 1992 al 2011 l’indice dei prezzi al consumo di tutti i settori economici è aumentato del 21,8%, quello di hotel e ristoranti è lievitato del 50,3%. Ovvio che il mutato rapporto tra la moneta svizzera e quella europea va ad innestarsi su un problema le cui cause andranno individuate prioritariamente se si vuol correggere il trend. Un trend negativo come non mai.

Nessuna tregua dunque neppure per la situazione reddituale il cui peggioramento è accusato dal 53% degli esercenti interpellati, al cospetto del 43% secondo cui è rimasta invariata e del 4% che ha ravvisato un miglioramento.

L’evoluzione congiunturale nelle zone turistiche del Ceresio e del Verbano mima quanto riscontrato su scala cantonale: volumi di attività e fatturato in continuo ribasso, impiego e dotazione infrastrutturale valutati globalmente in eccesso, situazione reddituale e andamento degli affari deteriorati. Per contro, nelle cosiddette altre zone, il quarto trimestre dell’anno concede una lieve brezza rinfrescante.

In prospettiva gli esercenti annunciano per i prossimi tre mesi e in tutte le zone turistiche nuove contrazioni della domanda e dell’organico, così come si attendono una flessione dei volumi di attività nelle regioni del Ceresio e del Verbano ma non nelle altre zone dove potrebbe innescarsi un timido rialzo del volume di attività.

Com./KC

 

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