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Viggiù, Insubria? No, little America

10 febbraio 2012 – 15:20Nessun Commento

Kyle R. Scott, Ignazio Campagna e Sandy Cane (foto N. Antonello)

Viggiù, il paesino dei pompieri, sempre di più “vò fa’ l’americano”. Tanto che, stamattina, ha ospitato il console statunitense a Milano, Kyle R. Scott, alla sua prima visita nella zona dal suo insediamento di fine agosto scorso. Ma facciamo un passo indietro. Perché la storia a “stelle e strisce” di Viggiù merita un breve riassunto delle puntate precedenti.

Ottocento: Felice Argenti, carbonaro patriota del luogo e attivo anche in Svizzera, quando fuggì dal carcere dello Spielberg, si rifugiò in California dove fondò la prima banca dello Stato sul Pacifico. Novecento: fu il secolo dell’emigrazione di massa dei maestri scalpellini viggiutesi, i “picasass”, che trovarano l’America a Barre, Vermont. Infine il 2009 e l’elezione storica di Sandy Cane: sindaco donna, di pelle nera, italo-americana leghista. Un unicum per l’Italia. Una storia che mosse i media di mezzo mondo: tutti a Viggiù a conoscere l’“Obama” fedele a Umberto Bossi.

Un cerchio che si è chiuso oggi quando Ignazio Campagna, picasass moderno, ha donato una scultura al presidente degli Stati Uniti. L’opera che presto sarà alla Casa Bianca è intitolata “Speranza e cura” e rappresenta un omaggio alla riforma della sanità del primo presidente nero, chiamato alla conferma con il voto del prossimo 6 novembre. A ricevere l’opera d’arte, incantato da Villa Borromeo e dal museo dei Picasass, è salito in Insubria il diplomatico originario dell’Arizona: “E’ incredibile – ha affermato Kyle R. Scott – come un piccolo paese come Viggiù possa lasciare un segno indelebile nella storia dell’arte mondiale”.

Scott, Cane e sullo sfondo l'Alberto da Giussano (Foto N. A.)

L’opera più celebre è sicuramente l’Alberto da Giussano: nato dalle mani del maestro Enrico Butti e oggi conosciuto come il simbolo della Lega Nord. “So che in Insubria ci sono alcune frizioni federaliste e problemi di rapporti fra Italia e Svizzera – ha detto ancora il diplomatico – ma credo che con il dialogo e la ripresa economica, si possano superare. Da noi la ripresa è appena iniziata. Arriverà anche da voi”.

Nicola Antonello

 

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