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Coppia russa arrestata a Viggiù

20 luglio 2012 – 16:36Nessun Commento

Viggiù (foto L. Holländer)

Sembra che lui avesse stipulato fraudolentemente, per conto del governo russo, contratti societari per decine di milioni di dollari americani e centinaia di milioni di rubli russi. Lei si sarebbe spacciata per emissaria del presidente Vladimir Putin e avrebbe sottoscritto contratti tra imprese moscovite e l’azienda petrolifera statale del Venezuela, ricevendo bonifici bancari e denaro contante per diversi milioni di euro.

L’avventura del Bonnie & Clyde dell’Est è finita giovedì sera, 19 luglio, quando la Squadra Mobile di Varese li ha arrestati. Su di loro pende un mandato di estradizione dei tribunali di Mosca e di Nueva Esparta (Venezuela) per i reati di frode, truffa, falsificazione di documenti ed associazione a delinquere. Oltre all’arresto, la polizia spiega di aver effettuato anche una perquisizione domiciliare, eseguita presso una sontuosa villa di Viggiù (Varese), protetta da alti muri di cinta e telecamere a circuito chiuso di video-sorveglianza.

Nella “dacia” prealpina situata a due passi dal confine con la Svizzera sono stati rinvenuti e sequestrati 661.500 euro in contanti, suddivisi in banconote da 500 e custoditi all’interno di una borsa-valigia nascosta dietro a una libreria. I due coniugi hanno spiegato che il denaro proveniva dalla vendita di una grossa abitazione in Russia ed era destinato all’acquisto di un immobile a Stresa, in provincia di Verbania.

Dalle risultanze investigative è emerso che marito e moglie sono giunti in Italia da qualche anno, mantenendosi attraverso consistenti rendite provenienti dal Paese di origine e, negli ultimi mesi, avevano presentato una richiesta di asilo politico, accolta dalla Commissione competente che ne ha riconosciuto lo status di rifugiati. I due russi sostengono di far parte dell’opposizione di Putin e quindi di essere vittime di un complotto del Cremlino. Proprio per il loro status di rifugiati i due sono stati rilasciati in serata dalla Corte di Appello di Milano. Sull’estradizione si decide lunedì prossimo.

L’intrigo internazionale stupisce anche perché coinvolge due russi residenti in un borgo che è la “Little America” dell’Insubria: a Viggiù il sindaco è l’italo-americana Sandy Cane, mentre moltissimi abitanti emigrarono a Barre (Vermont, Usa) per lavorare come scalpellini, tanto che nel febbraio qui venne in visita ufficiale il console statunitense di Milano, Kyle R. Scott.

Nicola Antonello

 

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