Samnaun: dove l’euro vale ancora un franco e cinquanta
L’unica zona franca della Svizzera, la stazione turistica di Samnaun nei Grigioni, è confrontata, come tutta l’industria elvetica con il deprezzamento dell’Euro. Negli ultimi due anni, la cifra d’affari di negozi e alberghi, è scesa del 30%. Ora, con un cambio decisamente concorrenziale, la località della Bassa Engadina, cerca di frenare l’erosione dei turisti, soprattutto austriaci e tedeschi.
Samnaun è un incantevole villaggio turistico nella Bassa Engadina al confine con il Tirolo austriaco. Per ragioni storiche, è l’unica zona in Svizzera che gode dello statuto di “zona franca”. Ciò vuol dire che gli stranieri che acquistano merce e servizi, fino a una certa cifra sono esenti da dazi.
Un privilegio che il piccolo villaggio di 760 abitanti, ha sempre saputo sfruttare a dovere combinandolo con il turismo sia estivo sia invernale. Ma ora che l’euro sprofonda, le perdite si fanno sentire. Negli ultimi due anni, globalmente, commerci e alberghi hanno perso circa il 30% della cifra d’affari. L’accelerazione al ribasso della moneta unica, durante le ultime settimane, ha ulteriormente peggiorato la situazione. Ora, la piccola “enclave economica” grigionese ha deciso di reagire. Negozi, ristoranti e alberghi, hanno introdotto un cambio che si situa mediamente fra un franco e venti e un franco e quarantacinque. Contro un euro.
“E’ chiaro che ci perdiamo”, dice Hubert Zegg, che con il figlio dirige un albergo e un negozio, “ ma è l’unico modo per fare tornare tedeschi e austriaci.
La strategia dovrebbe servire anche ad attirare gli sciatori l’inverno prossimo. La direzione degli impianti di risalita della Silvretta Arena ha già stabilito che gli “skipass” saranno venduti al cambio di un franco e cinquanta contro un euro. Roba d’altri tempi!
“E’ l’unico modo per reggere la concorrenza con la stazione austriaca della vicina Ischl con cui –peraltro- collaboriamo”, dice il direttore degli impianti di risalita di Samnaun Mario Jenal. “Se pratichiamo prezzi superiori ai loro siamo fritti” termina Jenal.
Insomma, l’implosione dell’euro e la sopravvalutazione del franco, obbligano commercianti e operatori turistici svizzeri a rimboccarsi le mani. La crisi non si risolverà molto presto e allora è meglio farsi venire qualche idea prima che sia troppo tardi.
Mario Besani
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