Lega e destra ticinese: ai frontalieri stipendio in Euro
La destra politica ticinese tramite alcuni parlamentari di lega e UDC unitamente ad altri dei partiti storici, ha presentato oggi un atto parlamentare con il quale chiede al Governo cantonale di adottare i necessari correttivi di legge alfine di consentire il versamento in Euro dello stipendio ai frontalieri.
Nell’atto parlamentare i firmatari chiede innanzitutto al Governo se “pensi che la caduta dell’Euro abbia creato una rilevante e ingiustificata disparità di trattamento fra lavoratori svizzeri, stranieri domiciliati e lavoratori frontalieri ? Se no, perché?”
Proseguono chiedendo, quindi, al Consiglio di Stato di “prendere provvedimenti da subito e creare le premesse legali affinché venga posto un limite effettivo a questa discriminazione che porta da una parte i frontalieri ad avere una disponibilità, dettata dall’euro molto basso, ad accettare paghe misere, e dall’altra i datori di lavoro ad assumere a stipendi spesso insostenibili per dei lavoratori residenti. Se si, in che modo? Se no, perché? “
Concludono, infine, ritenendo che “il Consiglio di Stato dovrebbe valutare e proporre un decreto che conceda alle parti contraenti e firmatarie di contratti collettivi (datori di lavoro e sindacati) la libertà di procedere di intesa nel modo descritto in precedenza, permettendo di agire settore per settore o ditta per ditta in modo equo nel fissare salari in relazione al potere d’acquisto d’oltre confine; questo non solo per un’equità tra domiciliato e frontaliere ma anche a tutela del potere d’acquisto dei frontalieri già attivi in Ticino, sempre più in concorrenza con nuovi frontalieri disponibili a salari più bassi, e per valorizzare i vantaggi dei contratti collettivi anziché la rigidità dei salari minimi a tutto campo invocati dalla sinistra. Il Consiglio di Stato non pensa che una soluzione potrebbe essere quella da noi proposta? Se no, perché? »
Com/KC
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