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Crescente presenza della mafia in Svizzera

23 giugno 2011 – 10:39Nessun Commento

(foto L. Holländer)

Lo afferma il rapporto annuale dell’Ufficio federale di polizia svizzero (Fedpol). Le organizzazioni mafiose attive sia in Svizzera sia in Italia si servono della Confederazione soprattutto come crocevia e luogo di transito per attività di supporto, in particolare per il riciclaggio dei proventi da attività criminali.

Il rapporto rileva che le attività delle organizzazioni mafiose italiane in Svizzera sono improntate alla massima discrezione. Non si segnalanno tentativi di instaurare un controllo territoriale, anche se ci sono indizi che indicano la presenza di figure di riferimento regionali. Per rafforzare la loro presenza le organizzazioni mafiose italiane cercano per le loro attività nell’ambito della criminalità economica di collaborare specificatamente con esperti del mondo finanziario e bancario. I relativi reati vengono commessi con la massima discrezione. Sono quindi meno visibili rispetto ad altre forme della criminalità organizzata come il traffico di stupefacenti su strada o le effrazioni commesse in serie.

Sta acquistando una importanza crescente in particolare la ‘ndrangheta calabrese. Uno scenario simile a quello constatato in Svizzera si riscontra anche nelle regioni limitrofe del Piemonte, della Lombardia e del Baden-Württemberg. La pressione crescente esercitata dalle autorità italiane sulla ‘ndrangheta e le altre organizzazioni di stampo mafioso, inducono quest’ultime a rivolgersi alla Svizzera per certe transazioni finanziarie. Le attività dei clan che operano in Svizzera sono tuttavia prevalentemente di carattere transfrontaliero.

Nel quadro di inchieste nazionali o su rogatoria di partner stranieri, nel 2010 in Svizzera sono state arrestate diverse persone. Alcune di esse, appartenenti a organizzazioni mafiose, sono state estradate in Italia e condannate a lunghe pene detentive. Altre avevano compiuto reati anche in Svizzera.

Cooperazione internazionale per combattere una criminalità sempre più globalizzata

Le forme gravi della criminalità internazionale sono ormai diventate una minaccia a livello globale. La lotta contro la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani, il traffico di migranti e, soprattutto, contro la cibercriminalità, costituiscono tuttora le sfide di maggiore importanza per le autorità svizzere di polizia. Internet e lo sviluppo tecnologico influenzano in modo crescente la situazione in materia di criminalità.

Durante i dieci anni trascorsi dalla creazione di Fedpol nel 2000, si è potuto constatare che le forme gravi di criminalità internazionale si possono contrastare efficacemente soltanto mediante un’intensa cooperazione a livello nazionale e internazionale. A più riprese è stata confermata l’importanza strategica degli accordi bilaterali e multilaterali nonché il loro ruolo determinante per un perseguimento efficace della criminalità transfrontaliera.

Fedpol collabora da due anni con diversi Cantoni e con il Corpo delle guardie di confine per combattere il traffico di cocaina gestito da organizzazioni criminali africane. Lo scopo di tale collaborazione è dissuadere i trafficanti dal venire in Svizzera. Nel quadro della cooperazione, Fedpol ha fornito assistenza sotto il profilo analitico, tecnico e operativo in 70 procedure nel corso delle quali sono state sequestrate alcune centinaia di chilogrammi di cocaina e svariate centinaia di migliaia di franchi presumibilmente ricavati dal traffico di droga.

I lavori avviati recentemente per modificare l’accordo di polizia del 2002 tra l’Austria, il Liechtenstein e la Svizzera, come pure la conclusione dell’accordo di polizia con la Serbia che è entrato in vigore nel 2010, dimostrano che Fedpol e i suoi partner dei paesi limitrofi seguono con attenzione gli sviluppi della criminalità.

Red./Comunicato

 

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