Di nuovo in fuga la famiglia eritrea fermata a Ronago-Novazzano
Una giovane donna incinta, accompagnata dal marito, in fuga da guerra e oppressione: una storia che si ripete da migliaia d’anni. Ogni anno a Natale ne ricordiamo una versione facendo tanti buoni propositi.
La scorsa settimana una giovane giovane coppia eritrea, fuggita in Tunisia dalla Libia in guerra e reduce dall’attraversamento del Mediterraneo su di un barcone di profughi, è stata fermata a Ronago, al confine con Novazzano. Assieme a due altri giovani eritrei la coppia è stata sorpresa dalle guardie di finanza italiane mentre aspettava un passaggio verso la Svizzera.
“La Valle è posta in basso a Drezzo, Faloppio e Ronago. Confina con Chiasso. Noi dormiamo in una stanza in un posto che chiamano La Fornace, vicino a una piccola Osteria con bottega di alimentari. Non ci sono riscaldamenti e neanche acqua calda. Dormiamo su brande vestiti, sotto una coperta, pronti a fuggire nel caso la finanza entri anche qui… Lavoravamo di notte o di giorno a seconda come ci ritenevamo più sicuri. La prima era un Vietnam di confusione, ora era diventato un Vietnam più realistico. Abbiamo dovuto trasformarci quasi come i Vietcong per un certo periodo. La rete di confine per uscire veniva scucita e di nuovo ricucita finito il lavoro, così che la finanza in continuo pattugliamento non capiva il punto da dove eravamo usciti.”
Con queste parole il contrabbandiere Fermo Teodoro Buzzi si ricorda di quei luoghi nel suo “Diario manoscritto di suo pugno da un contrabbandiere dell’era nostalgica”. Quarant’anni fa, la valle in cui scorre il torrente Faloppia era teatro del quotidiano confronto fra spalloni e guardie di finanza; oggi è ancora lì che si incrociano le strade dei disperati che in un modo o nell’altro cercano di costruirsi un presente migliore.
La giovane donna, incinta all’ottavo mese, il marito e gli accompagnatori sono stati portati al centro di accoglienza di Tavernola, vicino a Como, non lontano dal centro commerciale Bennet. Ma sono già spariti. Troppa la paura di venir rispediti indietro. Troppo grande il desiderio di veder nascere il proprio bambino in un luogo sicuro. Speriamo che anche questa giovane coppia trovi presto la sua grotta e i suoi Re Magi.
Michele Andreoli
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