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Traffico pesante: la Svizzera incassa miliardi

29 dicembre 2010 – 12:01Nessun Commento

Manifestazione contro il traffico pesante (© Iniziativa delle Alpi)

Per la Svizzera, la tassa sul traffico pesante si è rivelata una vera e propria gallina dalle uova d’oro. Introdotta 10 anni fa, la tassa ha fruttato, finora alla Confederazione, 10 miliardi di franchi. Si tratta di un’enorme somma utilizzata, in buona parte, per finanziare i tunnel ferroviari di base del San Gottardo e del Loetschberg. Il vero scopo della tassa era però quello di trasferire sempre più merci dalla strada alla ferrovia. Un obiettivo che non è stato raggiunto.

Un camion da 40 tonnellate, per attraversare la Svizzera, da Chiasso a Basilea, deve versare 325 franchi, (al cambio attuale circa 290 euro). E’ la “tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni, ” (TTPCP) introdotta 10 anni fa nella Confederazione elvetica. Si tratta di un’imposizione fortemente osteggiata, all’epoca, dagli autotrasportatori ma voluta dalla maggioranza degli elettori. Oggi ancora, il settore dell’autotrasporto, si batte contro questa tassa che giudica penalizzante ma che ha comunque permesso allo stato di incamerare finora qualcosa come 10 miliardi di franchi (8 Mia di €). Un introito enorme che la Confederazione ha utilizzato, in buona parte, per finanziare la costruzione dei tunnel di base del San Gottardo e del Loetschberg.

Tuttavia, il vero obiettivo della TTPCP, era quello di incrementare il trasferimento delle merci dalla gomma alla ferrovia, portando a 650 mila all’anno i transiti pensanti in transito attraverso il paese. Una cifra che però non è mai stata nemmeno lontanamente avvicinata. Oggi, mediamente, il numero di automezzi è di 1,2 Mio l’anno. Proprio per questo, il fronte ambientalista vorrebbe portare la tassa sul traffico pesante addirittura a 600 franchi per automezzo. Una richiesta che autotrasportatori e Unione europea, difficilmente sono disposti a ingoiare.

La borsa dei transiti

Tutto potrebbe però cambiare con l’introduzione della borsa dei transiti. Si tratta di una misura di contenimento del traffico pesante attraverso le Alpi che piace sempre più anche al Sud Tirolo, all’Austria e alla Francia. In pratica, viene fissato un numero massimo di autocarri in transito annualmente attraverso le Alpi e questi diritti di transito vengono messi all’asta. Questo diritto si applica a tutti i valichi alpini del paese. Ogni autotrasportatore rimane, però libero di scegliere il tracciato a lui più favorevole. Per evitare il traffico di aggiramento attraverso i paesi limitrofi, la borsa dei transiti alpini presuppone la messa a punto di una procedura coordinata nell’insieme dell’arco alpino.

La procedura è già notevolmente avanzata ed è già stata accettata dal parlamento svizzero. Ora si tratterà di trovare il modo di implementarla al più presto.

Mario Besani

 

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