Accordo fiscale: dalla Svizzera 10 miliardi di franchi
Un accordo fiscale fra Italia e Svizzera, simile a quanto la Confederazione ha recentemente sottoscritto con Germania e Regno Unito, porterebbe nelle disastrate casse italiane qualcosa come 10 miliardi di franchi (9 miliardi di euro). A scriverlo è il domenicale elvetico Sonntag secondo il quale, Roma avrebbe ora una grande fretta di intavolare la trattativa finora bloccata dal Ministro Tremonti.
Non solo sarebbe disposta a aprire alla Svizzera ma secondo fonti ben informate, citate dal settimanale Sonntag, Roma avrebbe un’enorme fretta di concludere un accordo con Berna. Un repentino cambio di rotta, dunque, dopo mesi di forti resistenze da parte del ministro dell’ economia Giulio Tremonti contrario a qualsiasi compromesso con la Svizzera. In effetti, secondo le autorità fiscali italiane, l’ammontare dei capitali evasi e nascosto nelle banche estere, ammonterebbe ad almeno 100 miliardi di euro. Il 70% di questo patrimonio si troverebbe in Svizzera e precisamente nelle banche del Canton Ticino. Se Italia e Svizzera dovessero finalmente trovare un accordo simile a quello che la Confederazione ha sottoscritto recentemente con Germania e Regno Unito, entro il 2013, nelle casse dello stato italiano entrerebbero almeno 10 miliardi di franchi (9 miliardi di Euro). Una boccata d’ossigeno per le disastrate casse romane.
Nuovo colpo alla piazza ticinese
Per la piazza finanziaria ticinese, già duramente colpita dai quattro scudi fiscali messi in atto dall’Italia negli ultimi 10 anni, un tale accordo, potrebbe essere particolarmente pesante. Già ora molti piccoli istituti di credito così come molte filiali svizzere di banche italiane, stanno soffrendo a causa della stretta sul segreto bancario e la lotta all’evasione. Un accordo fiscale con l’Italia potrebbe significare per molti istituti specializzati in gestioni patrimoniali e in investimenti, mirati soprattutto agli stranieri, una vera e propria Caporetto.
Mario Besani
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