Transitgas: scongiurato blackout per l’Italia
Il gasdotto della Transitgas, fuori servizio dallo scorso luglio a causa di una serie di frane sulle Alpi svizzere, sarà ripristinato – almeno provvisoriamente – prima della fine dell’anno. Il gasdotto, costruito negli anni ’70 che fa convergere il gas dal nord dell’Europa verso l’Italia, copre il 25% del fabbisogno energetico della Penisola.C’è chi ha temuto un nuovo black-out energetico come fu il caso nei primi anni del duemila quando l’Italia rimase al buio per 48 ore a causa di un’interruzione di corrente prodottasi su una linea di alta tensione elvetica. Questa volta il rischio è arrivato dal gasdotto Transitgas che dal nord dell’ Europa fa arrivare il combustibile in Italia. Disattivato lo scorso 23 luglio sulle Alpi svizzere a causa di una serie di frane, l’impianto è tuttora bloccato mettendo a repentaglio l’approvvigionamento energetico italiano. Transitgas che appartiene a una società privata, ha affittato gli impianti a Eni Spa. La condotta è strategica per l’Italia che attraverso l’impianto importa il 25% del proprio fabbisogno energetico. Proprio per questo funzionari ministeriali italiani e elvetici si sono dati appuntamento in queste ore a Berna per cercare di sbloccare la situazione. Una situazione che con l’approssimarsi dell’inverno si sta facendo critica. Per il ministero dello Sviluppo Economico l’interruzione del Transitgas (che ha una capacità di 8 miliardi di metri cubi l’anno) «non mette a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti italiani, se non intervengono contestuali eventi straordinari come un inverno molto rigido, ma può implicare effetti sui prezzi del mercato del gas». Il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis ricorda inoltre che la carenza di infrastrutture energetiche nel settore del gas mette l’Italia «per l’ennesima volta» a rischio approvvigionamenti. Ortis sottolinea, inoltre, che l’interruzione del gasdotto in Svizzera «sta determinando effetti significativi sul sistema gas italiano», riportandolo indietro di 5 anni. Le due delegazioni hanno così discusso varie possibilità di soluzione decidendo di procedere immediatamente per ripristinare -almeno provvisoriamente la condotta- entro la fine del 2010. Le autorità dei due paesi intendono inoltre istituire una “task force” che si occupi di pianificare il più rapidamente possibile una soluzione definitiva. Al vaglio anche la possibilità di costruire un bypass per evitare le zone alpine a rischio e il ripetersi di nuovi incidenti.
Red.
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