Strage fra i cercatori di funghi
È salito a 44 il numero dei cercatori di funghi morti a causa della loro passione. L’ultima vittima è un cinquantenne di Como, rimasto mortalmente ferito nei boschi della regione di Madesimo, in Valtellina.
L’uomo, che si trovava ad oltre 1700 metri di quota, è caduto in un precipizio profondo diverse decine di metri. L’allarme era stato lanciato alle 16.30 dai familiari, preoccupati per il ritardo della vittima. Dall’inizio di luglio a oggi si riscontra quasi un morto ogni due giorni. Le province più colpite sono Trento, con 9 decessi, Sondrio con 6, Bergamo 4, Verbano-Cusio Ossola 3, Brescia e Bolzano 2.
Finora in settembre non si era mai arrivati ad un numero così alto di vittime. La situazione preoccupa il Corpo nazionale italiano del soccorso alpino (Cnas), anche in ragione del fatto che la stagione è destinata a continuare fino a metà ottobre. Il Cnsas teme che quest’anno possano venir superati i 70 morti.
L’alto numero di morti viene spiegato anche con l’età avanzata delle vittime: dei 43 morti, 32 avevano più di 60 anni e 7 erano addirittura ultraottantenni. Ma un fattore importante è anche la scarsa prudenza. Spesso il desiderio di nascondere l’ubicazione dei posti che si vogliono raggiungere porta i fungaioli a fare di tutto per sviare le proprie tracce, con il risultato di mettersi in situazioni pericolose.
In questi giorni il corpo dei soccorritori è quindi impegnato nell’opera di prevenzione. I consigli agli appassionati del porcino sono cinque: informare qualcuno della propria meta, non nascondere l’auto, indossare vestiti colorati, calzare scarpe da montagna (assolutamente da evitare gli stivali di gomma), non andare da soli.
Red.
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