Proibire la pubblicità xenofoba
Il gruppo socialista nel Legislativo ticinese ha inoltrato una iniziativa parlamentare per chiedere il divieto della pubblicità xenofoba e sessista.
Il testo dell’iniziativa chiede la modifica della legge sugli impianti pubblicitari, in modo che il contenuto della pubblicità rispetti l’articolo 7 della Costituzione cantonale. L’articolo statuisce che “Nessuno deve subire svantaggio o trarre privilegio per motivi di origine, razza, posizione sociale, convinzione religiosa, filosofica, politica o stato di salute.”
L’iniziativa socialista rappresenta una reazione alla campagna pubblicitaria “Balairatt”, che offende una intera categoria di lavoratori. L’iniziativa socialista si aggiunge ad una lunga serie di condanne. «Lavoratori come ratti: un accostamento ributtante» commenta sdegnata l’Organizzazione cristiano sociale ticinese Ocst. L’Unia ricorda che è stata la propaganda nazista a usare per la prima volta l’immagine dei ratti in campagne denigratorie, e commenta: “Di fronte a manifesti e altri strumenti di comunicazione di massa che, utilizzando l’immagine dei ratti, rimandano alla propaganda antisemita del Terzo Reich, Unia si aspetta una chiara e netta presa di distanza da parte degli ambienti imprenditoriali e politici, oltre che delle autorità ticinesi. Perché di fronte a una simile propaganda ogni silenzio è complice”.
Molto chiara anche la presa di posizione del Vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa: “Lo sfogo provocatorio ed incivile, che offende e manca di rispetto alle norme basilari di una rispettosa convivenza, può trovare ammiccamenti compiacenti, ma non ci fa onore ed offre un’immagine non veritiera del nostro Paese e della sua gente… La provocazione violenta e irriguardosa provoca solo altra violenza e scompagina il tessuto di un convivere onesto e civile.
Red.
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