I frontalieri che abitano fuori dalla fascia dei 20 km e il fisco
I frontalieri che abitano fuori dalla fascia dei 20 km dalla frontiera svizzera devono dichiarare il reddito realizzato in Svizzera al fisco italiano?
I pendolari che lavorano in Svizzera e che abitano in Italia al di fuori della fascia dei 20 km, pur essendo considerati dal diritto svizzero frontalieri con permesso G, dal fisco italiano non vengono considerati frontalieri, in quanto non sono stati integrati nell’accordo sulla doppia imposizione del 1974. Per cui, anche se sottoposti in Svizzera all’imposta alla fonte, in Italia sono tenuti a dichiarare il reddito conseguito in Svizzera. I frontalieri fuori zona devono quindi dichiarare (con il modello UNICO) il reddito conseguito in Svizzera che eccede una franchigia di € 8000 per i redditi fino al 2011, e di € 6700 per quelli del 2012. L’imposta alla fonte pagata in Svizzera potrà poi venir detratta da quanto si deve al fisco italiano.
Concretamente il calcolo va fatto in questo modo (vedi anche Quante tasse paga un frontaliero fuori zona?:
Dal salario svizzero defalcato dei contributi pensionistici (AVS/AI, previdenza professionale) convertito in € con il tasso di conversione pubblicato dall’Agenzia delle entrate, si deducono € 8000 di franchigia per i redditi fino al 2011 e € 6700 per quelli realizzati nel 2012. Sul risultato va applicata l’aliquota IRPEF corrispondente. A questa imposizione vengono applicate le detrazioni del caso, fra cui l’imposta alla fonte svizzera (convertita in €). Il calcolatore dell’imposta alla fonte svizzera si trova sul sito dell’autorità fiscale cantonale. La differenza è quanto si deve al fisco italiano. Per la dichiarazione è consigliabile rivolgersi ad un commercialista o ad un Caaf della vostra regione.
In merito alla tassazione dei frontalieri abitanti fuori dalla fascia dei 20 km si veda anche questa interessante presa di posizione dell’Agenzia delle entrate.
(ringraziamo per i suggerimenti Sergio Aureli, responsabile frontalieri dell’Unia Regione Ticino ().
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Gentile redazione vi scrivo perche’ seguo il vostro sito e mi sembra uno dei piu’ semplici da leggere ed anche chiaro , vi pongo un quesito che mi riguarda personalmente: dal giugno dell’anno scorso la mia ditta che era nei dintorni di milano si e’ trasferita nel canton ticino ed io per non perdere il posto di lavoro , tutti i giorni percorro 160km tra andata e ritorno per recarmi al luogo di lavoro.
Quello che voglio sapere siccome non risiedo nella fascia di confine dei 20 km oltre ad avere un sacco di costi di trasporto devo anche versare le tasse in italia e quindi il netto effettivo che percepisco e’ inferiore a quello dei miei colleghi che risiedono nella fascia di confine , vi sembra giusto ?? a quali sanzioni incorrerei se per sbaglio mi dimenticassi di pagare le tasse in italia o se sbagliassi nella compilazione del modello unico.
Vi ringrazio per la risposta che mi darete e vi pregherei di essere sensibili a quegli italiani come me che per esigenza e non per scelta hanno dovuto venire a lavorare in svizzera .
Se non si pagano le tasse, trascorsi 60 giorni dalla scadenza dei termini di pagamento viene avviata la procedura di esecuzione sui beni del contribuente. In altre parole, l’Agenzia delle entrate si rifà sull’auto, la casa, ecc.
È previsto che si debbano pagare tutti gli arretrati, una tassa addizionale che si colloca attorno al 1/10 del dovuto, più il 3% dell’addizionale, più gli interessi calcolati dal momento della scadenza del termine di pagamento.
In caso di errori le sanzioni variano. Se non si presenta la dichiarazione la sanzione può arrivare anche al 240% dell’imposta dovuta. Se si commettono degli errori, la sanzione varia dal 100 al 200% dell’imposta dovuta. Se gli errori vengono segnalati tempestivamente dal contribuente (nell’ambito del ravvedimento operoso) la sanzione è minore. Per regolarizzare la propria posizione si deve saldare il dovuto mediante il formulario F24. Comunque qui entriamo in un campo molto complesso, per affrontare il quale è meglio rivolgersi a un fiscalista.
In generale siamo pienamente d’accordo che c’è una disparità di trattamento che non si giustifica e che andrebbe risolta politicamente. I frontalieri che abitano nei comuni fino a 20 chilometri dal confine svizzero (frontalieri fiscali) non pagano le tasse in Italia perché il Ticino ristorna il 38,8 % delle imposte prelevate all’Italia. È un po’ come se il Ticino incassasse le tasse per conto di Roma.
Per i frontalieri che abitano al di fuori da questa zona (frontalieri non fiscali) l’Italia non riceve nulla, e quindi fa pagare normalmente le tasse ai frontalieri. Solo che ci sono diverse incongruenze: tanto per cominciare, anche se l’imposta alla fonte pagata in Ticino è deducibile, a conti fatti il frontaliero fuori zona paga più tasse di quello che abita nella zona dei 20 chilometri.
Inoltre, almeno fino a quando non ci sarà il federalismo fiscale (poi bisognerà vedere…), il comune in cui abita il frontaliero non fiscale non approfitta direttamente delle tasse pagate dai frontalieri, e quindi non è in grado di offrire servizi migliori.
Gentile Redazione,
lavoro da un anno in Canton Ticino dove ho un permesso di soggiorno di tipo B. La mia residenza è ancora in Italia, ma il mio comune non rientra nella fascia dei 20 Km dal punto di vista formale dell’elenco riconosciuto (aimè lo è invece il comune appena a fianco al mio). Quindi mi sto facendo molti pensieri perchè, apprestandomi a fare la dichiarazione dei redditi per la casa che ho in Italia (prima casa), non so se devo presentare anche il mio reddito da lavoro che percepisco in Svizzera e sul quale mi vengono detratte le imposte alla fonte.
In particolare, il mio dubbio sul calcolo che molto precisamente avete illustrato in alcuni vostri articoli presenti su questo sito è che a tutti gli effetti io non sono un frontaliere perchè sono stabilmente in Ticino ed ho in corso la procedura di vendita della casa in Italia. Però la mia residenza è formalmente ancora lì.
Vi chiedo cortesemente il vostro consiglio, perchè pur essendomi rivolto all’agenzai delle entrate in Italia, a commercialisti, ecc, nessuno mi ha dato un’interpretazione univoca.
Vi ringrazio moltissimo per la vostra cortese disponibilità e collaborazione. Cordiali saluti.
Gentile lettore,
abbiamo risposto alla sua domanda nella rubrica delle domande: http://www.infoinsubria.com/2011/04/residenza-e-tassazione-del-reddito-realizzato-in-svizzera/
Cordiali saluti,
Anche io sono residente in Italia fuori dalla fascia dei 20 km, ho il permesso G ma abito in Ticino per più di 183 gg l’anno… devo comunque fare la dichiarazione?
Se ha mantenuto la residenza in Italia si trova nella situazione descritta nella risposta http://www.infoinsubria.com/2011/04/residenza-e-tassazione-del-reddito-realizzato-in-svizzera/.
Gentile redazione,
con riferimento all’oggetto di cui trattasi, con la presente vi chiedo conferma dell’applicabilità della procedura da voi descritta per i residenti in comuni non espressamente menzionati nell’accordo del ‘74 fra Italia e Svizzera. Sono a chiedervelo a proposito dell’eventuale possibilità, riscontrata parlando con commercialisti italiani e amici che lavorano in Svizzera, di poter essere esentati dal dichiarare i redditi prodotti in Svizzera qualora la residenza del contribuente sia a Milano (comune al di fuori di quelli espressamente ricompresi nell’accordo del ‘74). La giustificazione riportatami pare si riferisca ad una sorta di accordo tra il comune di Milano ed il canton Ticino circa l’applicabilità del regime fiscale proprio dei frontalieri anche ai residenti del comune di Milano.
Io mi troverò a breve in questa esatta fattispecie: avere un permesso di lavoro di tipo “G”, risiedere a Milano, e spostarmi quotidianamente oltre confine per lavoro. Vorrei avere conferma della sussistenza/insussistenza di quello che mi hanno riferito e che quindi, qualora volessi beneficiare del trattamento da frontaliero, dovrei spostare la mia residenza in uno di quei comuni elencati nell’accordo del ‘74.
Vi ringrazio anticipatamente per il vostro riscontro.
Purtroppo non ci risulta nessun accordo fra il Ticino e il Comune di Milano riguardo agli obblighi fiscali dei residenti di Milano che lavorano in Svizzera. Un tale accordo è d’altronde anche difficilmente immaginabile, visto che in Italia i Comuni hanno competenze fiscali molto limitate.
I frontalieri residenti a Milano sono frontalieri non fiscali, e devono inoltrare la dichiarazione dei redditi, compresi quelli realizzati in Svizzera, dedotta una franchigia di € 8000. Dall’imposta italiana si possono poi detrarre le imposte alla fonte versate in Svizzera.
Può forse interessare l’informazione che le autorità fiscali italiane non ricevono nessuna informazione da quelle svizzere riguardo alle attività svolte in Svizzera dai frontalieri.
anche se non c’è informazione da parte degli svizzeri agli italiani non ci vuole tanto a beccarti: il passaggio della dogana è registrato da una telecamera, quindi il num. di targa ed infine il proprietario, questa macchina tutti i giorni lavorativi, alla stessa ora passa in entrata e in uscita …… controllo fiscale. oppure: il sig. rossi x dieci anni ha fatto la dicchiarazione dei redditi, quest’anno non la fatta come mai? …. controllo fiscale. tra l’altro mi è stato detto dal commercialista che mi ha preparato la dicchiarazione che se ti beccano paghi 240 votle la posta significa che io risiedo nella provincia di milano e quest’anno ho pagato 15000 euro…… fai un po’ i conti cosa sono 240x 15000?
Buongiorno
ho letto tutti i forum relativi a lavoratori fuori fascia e quindi soggetti a “doppia tassazione”.anche io rientro in questa categoria. ho solo un dubbio : io possiedo solo una prima casa in provincia di Milano ( a 100 metri da un comune invece confinante…purtroppo)e nella quale risulterò residente dal 2012. su questa casa ho in essere un mutuo. posso detrarre le spese degli interessi passivi? e le spese mediche sostenute in Italia come pure la quota di assicurazione auto relativa a sostegno della SSN italiano? sarebbe possibile detrarre i costi di trasporto o le spese del pranzo? in definitiva, dove trovo un elenco delle spese deducibili? tolta la franchigia di 8000 euro e le tasse già pagate in svizzera, è da quell’imponibile che potrei detrarre il resto delle spese come se fossi in Italia?
vi ringrazio dell’attenzione e vi faccio i miei complimenti per il sito. ho letto moltissimo al riguardo e voi siete sempre molto accurati nelle risposte. grazie per la chiarezza in questo argomento cosi complicato e che in Italia pochi conoscono.
buona giornata e grazie
Luca
A Brodg: troverà una risposta alle sue domande nel post: http://www.infoinsubria.com/2011/12/quante-tasse-paga-un-frontaliero-fuori-zona/
Gentile redazione, ho letto il vostro articolo e vi ringrazio molto per l’aiuto che date a tutti noi che ci troviamo in questa situazione. Avrei bisogno di chiedervi un consiglio sulla possibilità che l’azienda per la quale faccio lo stage al momento mi mandi a Lugano con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Vista la situazione accetterei senza pensarci due volte, ma purtroppo avendo un permesso di soggiorno per motivi familiari non voglio rischiare di azzerare questi 7 anni di residenza in Italia. Vi chiedo la cortesia di darmi delle indicazioni in tal senso. So che prendendo la residenza nei cd comuni frontalieri posso fare avanti e indietro ogni giorno, ma la questura mi darebbe cmq un permesso di soggiorno permanente anche con un contratto di lavoro svizzero? Vi ringrazio in anticipo, Gilda
Buongiorno
Sono residente a Milano con famiglia (coniuge e 2 figli a carico).
Ho ricevuto proposta di lavoro come dipendente di banca a Lugano.
Nel caso la mia famiglia rimanesse a Milano ma io prendessi permesso B a Lugano sarei esentato dall’obbligo di dichiarazione dei redditi in Italia?
Se invece prendessi residenza nella fascia dei 20 km al confine (con famiglia sempre a Milano) sarei come frontaliere con permesso G esentato dall’obbligo di dichiarare il reddito in ItaliA?
Grazie
Abbiamo risposto in: http://www.infoinsubria.com/2012/03/residenza-in-ticino-famiglia-a-milano/
IL MIO CONVIVENTE LAVORA PER LA SVIZZERA CON LUOGO DI LAVORO CHIASSO,POSSIEDE IL PERMESSO G , HA 2 BIMBE DI 8 E 3 ANNI A CARICO MA RISIEDE A PIOLTELLO PROVINCIA DI MILANO. IL SUO SALARIO NETTO PER L ANNO 2011 E’ DI CHF 47436. VORREI SAPERE APPROSSIMATIVAMENTE LE TASSE CHE DEVO VERSARE ALL’ ITALIA. GRAZIE
È impossibile calcolare precisamente la somma dovuta al fisco senza conoscere tutti i dettagli. Approssivamente la somma dovuta potrebbe aggirarsi attorno agli 6000 euro. Per conoscere il calcolo da fare per valutare le tasse dovute al fisco italiano dai frontalieri fuori zona si veda anche la nostra risposta a una domanda precedente: http://www.infoinsubria.com/2011/12/quante-tasse-paga-un-frontaliero-fuori-zona/
Buongiorno
ho lavorato dal 01.01.2011 al 31.03.2011 in Svizzera (Canton Ticino) ho percepito un reddito di 4500 CHF, contributi (AVS/AI)per CHF 364 per cui il reddito netto risulta di CHF 4.136 e una ritenuta d’imposta alla fonte di CHF 292. Non sono sposato e non risiedo nella fascia dei 20KM. In dichiarzione dei redditi cosa devo indicare e in che quadro? Un altro chiarimento non riesco trovare sul sito dell’Agenzia delle entrate il tasso di cambio, come faccio a trovarlo? Ultimo questito che Vi pongo riguarda la deduzione forfettaria: mi aspetta? Se si in che misura € 8000 o 6700?
Grazie mille e cordiali saluti
Giuseppe
sono un lavoratore frantaliero residente a como, dove mi accingo ad acquistare una casa. Come cambierà la mia posizione fiscale avendo dal prossimo anno un reddito (rendita catastale) anche in Italia?
Il reddito della casa andrà dichiarato al fisco italiano. Per il resto non cambia niente.
Buongiorno,
Sono un cittadino svizzero(nato e cresciuto) e lavoro in Svizzera,ma vorrei sapere “i contro” di andare a convivere con la mia ragazza in un paesino oltre confine italiano (Faloppio),senza spostare la residenza mia in svizzera.
In parole povere vorrei sapere qual’è il modo più intelligente di gestire la cosa,perchè dovrei prendere un appartamento in affitto,fare un contratto di affitto che dovrei valutare se registrarlo a nome della ragazza italiana,perche credo che non convenga registrarlo a nome mio..grazie
@ Peter: se va ad abitare in Italia in pianta stabile dovrebbe anche prendere la residenza (vedi: http://www.infoinsubria.com/2011/03/procedura-per-ottenere-il-permesso-di-dimora-in-italia/). Diventerebbe un frontaliero anche lei, e il suo reddito verrebbe tassato alla fonte in Svizzera.
Se non vuole prendere la residenza, è meglio che faccia in modo da figurare come ospite della sua ragazza. È però possibile che un giorno o l’altro, se per esempio attraversa spesso il confine, in dogana le chiedano qualche spiegazione.
Buongiorno,
vorrei avere un chiarimento. Ho un contratto lavorativo a tempo deteminato (9 mesi: aprile-dicembre 2012). Sono residente a Milano e fino a oggi (agosto 2012) ho mantenuto a Milano la residenza e ho permesso G. Vivendo in svizzera tutta la settimana (fin da aprile), volevo chiedere il permesso L, se ciò mi permette di risparmiare qualcosa sulle tasse. Se chiedessi il permesso L, potrei non dichiarare in Italia il reddito di settembre-dicembre 2012?
Volevo insomma sapere se il permesso L, come il B, permette di non dichiarare in Italia. Cosa bisogna fare in più se no? Grazie
@ Giulio V: Per l’Agenzia delle entrate italiana il tipo di permesso di lavoro svizzero è indifferente. Fa stato la residenza. Se vuole evitare di dichiarare in Italia deve o prendere la residenza in Svizzera (annunciandosi all’Anagrafe dei residenti italiani all’estero AIRE), o diventare un frontaliero fiscale traslocando in una località nella fascia dei 20 km.
Buongiorno
ho letto tutti i forum relativi a lavoratori in Svizzera, ma non ho trovato una risposta, per cui io sono titolare di permesso “L”, ho la residenza in un comune entro i 20 km dal confine con il canton Ticino, ma lavoro a Visp, nel canton Vallese, e rientrando una volta alla settimana in Italia, risiedo per piu di 183 giorni in Vallese, documentato con affitto spese ecc…eccc…
Devo dichiarare i redditi percepiti in Svizzera nel modello unico al fisco italiano?
Ringrazio anticipatamente per la risposta .
Saluti
@ Giorgio: A rigor di logica a noi sembra che lei dovrebbe dichiarare i redditi percepiti in Svizzera nel modello Unico, facendo valere come credito d’imposta quanto prelevato dal fisco svizzero e la franchigia di 8000 euro (ancora per il 2012). Il canton Vallese non rimborsa nulla all’Italia su quanto prelevato dal salario dei frontalieri non abitanti nella zona fino a 20 km dal proprio confine con l’Italia. Se se lei lavorasse nel Canton Ticino potrebbe invece venir considerato un frontaliere fiscale.
L’Accordo fra Italia e Svizzera sull’imposizione dei frontalieri (http://www.admin.ch/ch/i/rs/0_642_045_43/index.html) è stato definito quando i frontalieri erano una categoria ben definita di persone che abitavano in una zona fino a 20 km dal confine del Cantone svizzero in cui andavano a lavorare. Con l’entrata in vigore dei bilaterali, i frontalieri possono provenire anche da più lontano, ma il trattato non è cambiato. Risultato: la situazione è poco chiara.
Dipende da lei se vuole prendersi il rischio di doversi spiegare nei confronti dell’Agenzia delle entrate, nel caso le vengano chiesti chiarimenti, o se vuole essere sicuro di non avere problemi. Ricordiamo che non c’è scambio di informazioni fiscali fra Svizzera e Italia, e che il rimborso dell’imposta alla fonte prelevata dal salario dei frontalieri non è fatto su base nominale.
Ci dispiace di non poter essere più precisi.
Spettabile Redazione, volevo notizie se vere le voci che si vorrebbe che anche i frontalieri che abitano nei comuni entro i famosi 20 km paghino la tasse anche i Italia come gia’ oggi avviene per i fuori zona. Doveva esserci un incontro il 21.12.2012
Saluti e grazie
@ mamimama: Lei si riferisce probabilmente alle speculazioni sul contenuto delle trattative in corso fra Italia e Svizzera in materia fiscale. Sembra che la possibilità di abolire l’esenzione di dichiarare i redditi in Svizzera sia una delle opzioni in discussione, ma per ora non sa nulla di preciso.
Ringrazio della Vs. risposta alla domanda:letto tutti i forum relativi a lavoratori in Svizzera, ma non ho trovato una risposta, per cui io sono titolare di permesso “L”, ho la residenza in un comune entro i 20 km dal confine con il canton Ticino, ma lavoro a Visp, nel canton Vallese, e rientrando una volta alla settimana in Italia, risiedo per piu di 183 giorni in Vallese, documentato con affitto spese ecc…eccc…
Devo dichiarare i redditi percepiti in Svizzera nel modello unico al fisco italiano?
Forse ho omesso il dato piu importante: la societa per cui lavoro ha sede a Lugano, per cui in Vallese sono per cosi dire…in trasferta, infatti percepisco spese di trasferta in busta paga, CAMBIA qualcosa in relazione alla dichiarazione dell obbligo di dichiarare i redditi, in relazione alla Vs risposta del 28 Dicembre 2012.
Ringrazio anticipatamente.
@ Giorgio: nella domanda precedente ha omesso una informazione importante, e cioè che lei lavora per una ditta domiciliata in Ticino. Questo fatto le darebbe la possibilità di ottenere un permesso G e di figurare , di fronte al fisco italiano, come frontaliere fiscale (contratto in Ticino, domicilio nella zona dei 20 km, rientro settimanale). In questo modo eviterebbe l’obbligo di dichiarare. Il fatto che poi lei lavori nel Canton Vallese potrebbe al massimo infastidire le autorità fiscali vallesane.
Come titolare del permesso L, le viene dedotta l’imposta alla fonte, ma il fisco ticinese non conteggia le sue imposte per calcolare l’importo del ristorno all’Italia: in altre parole non viene considerato frontaliere. Lei dovrebbe quindi dichiarare al fisco italiano il reddito svizzero nel modello Unico e detrarre l’imposta alla fonte trattenuta.
Ricordiamo che non c’è scambio di informazioni fra il fisco svizzero e quello italiano, e che i ristorni vengono versati all’Italia come somma complessiva, senza che vengano menzionati nominativi.
Spett.le Redazione,
il vostro supporto è davvero prezioso.
Ho la residenza fuori dai 20km ma ho vissuto per quasi tutto il 2012 in un appartamento a bellinzona (pagando affitto,etc).
Sono comunque soggetto alla doppia tassazione?
L’aver un domicilio nel cantone non “aiuta” in alcun modo?
Cordiali Saluti
@ DeMuri: no. Se vuole evitare di essere sottoposto al fisco italiano deve prendere la residenza in Svizzera, e iscriversi all’AIRE.Oppure traslocare in un comune italiano della zona di confine.
Buongiorno
alla luce dei nuovi sviluppi nornativi, per chi lavora a meno di 20km dal confine svizzera, continua a non pagare l’irpef e a non dover dichiarare nulla al fisco italiano?
Grazie
Cordiali saluti
@ Pietro: più esattamente: chi risiede in un comune contemplato in questa lista (http://www4.ti.ch/di/di-di/spop/stranieri/comuni-di-frontiera/) è esentato dal dichiarare i redditi da lavoro realizzati in Svizzera.
Buongiorno, attualmente risiedo a Bergamo ma mi hanno proposto un lavoro a Locarno con permesso G e sto decidendo in quale zona italiana di frontiera cercare casa e trasferire la residenza, per stare a meno di 20 km dal confine pensavo di optare per Como. Al riguardo un amico che fa il frontaliere da qualche anno mi ha detto che c’è l’obbligo di stare entro i 50 km dal posto di lavoro, è vero?
Grazie mille
@ valentina: non ci risulta assolutamente. Un tempo con il permesso G si poteva lavorare solo entro una zona ben precisa del Ticino, ma questa normativa è stata abrogata.
buongiorno, complimenti per il sito, molto interessante e completo!
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volevo solo un chiarimento per quanto riguarda l’ assoggettamento a tassazione italiana di un frontaliere con residenza a milano.
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egli tutta la settimana lavora in svizzera, mentre il weekend torna a casina dalla sua mogliettina adorata.
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appurato pacificamente che il frontaliere veda assoggettato a duplice tassazione (svizzera ed italiana) il suo reddito ma che, allo stesso tempo, possa beneficiare del credito d’imposta per le imposte pagate in svizzera, la mia domanda e’ la seguente:
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è corretto sostenere che se il frontaliere presta lavoro in svizzera in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro, per un periodo SUPERIORE a 183 giorni, il suo reddito da lavoro svizzero viene assoggettato a tassazione in italia sulla base delle retribuzioni convenzionali e non, invece, sul reddito effettivamente percepito?
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se, invece, il frontaliere, presta lavoro in svizzera per un periodo INFERIORE a 183 giorni, il reddito assoggettato a tassazione in italia è quello effettivamente percepito dal datore di lavoro svizzero.
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grazie anticipatamente!
@ donato: il reddito sottoposto a tassazione è quello percepito in Svizzera, indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro. Le retribuzioni convenzionali non si applicano ai redditi percepiti in Svizzera.
[...] problema è sempre più diffuso, Infoinsubria ne ha parlato a più riprese. Gli accordi del ’74 fra Italia e Svizzera consideravano frontalieri solo coloro che abitavano [...]
Salve,
Ho trovato le informazioni qui riportate molto utili. Vorrei esporre il mio caso, nella speranza di una risposta:
Vivo da molti anni in Svizzera come lavoratore dipendente, ma non ho mai cambiato la residenza dall’Italia alla Svizzera. Ho il permesso di soggiorno in Svizzera, un appartamento, assicurazione sanitaria etc.
Non ho alcun reddito in Italia, ma ho ancora li la residenza visto che la mia famiglia (genitori) risiede li. Vorrei anche aggiungere che da quando sono in Svizzera non ho mai beneficiato del sistema nazionale sanitario.
In questo caso, secondo la legislazione del 1979 io avevo capito che la mia residenza fiscale e’ di fatto la Svizzera, e che quindi non devo dichiarare nulla al fisco italiano: e’ cosi’ o mi sto sbagliando?
Lo chiedo anche perche’ io ho sempre saputo che non e’ obbligatorio iscriversi all’anagrafe degli Italiani all’estero.
La ringrazio per ogni informazione che possa fornire sul mio caso.
Distinti saluti,
Alex
@ Alex: il fisco italiano potrebbe considerarla ancora residente e imponibile in Italia. Iscriversi all’Aire è obbligatorio, anche se non ci sono sanzioni se non lo si fa. Le si trova nella situazione descritta qui: http://www.infoinsubria.com/2012/10/emigrato-non-iscritto-all%E2%80%99aire/
Andrea scrive:
Il tuo commento è in attesa di moderazione
19 agosto 2013 alle 20:27
Buongiorno, lavoro in Svizzera da circa un mese e mi sono trasferito a vivere, spostando la mia residenza, a Verbania che rientra nei comuni vicini 20 km dal confine.
Sono in possesso di un permesso di tipo G
Per ora la residenza a Verbania l’ho trasferita solo io, mia moglie e mia figlia vivono ancora a Milano con residenza a Milano.
Mia moglie è disoccupata e in mobilità da due mesi per 2 anni.
Mi hanno riferito che avendo moglie e figli con residenza a Milano non faccio parte della categoria dei frontalieri che usufruiscono le agevolazioni fiscali anche se io ho residenza a Verbania.
Mi confermate tutto questo?
Altra domanda…
Mi devo iscrivere all’AIRE?
@ Andrea: per il fisco non fa stato solo la residenza, ma anche il centro degli affetti, che nel suo caso continua ad essere a Milano. Molti si trasferiscono, sperando che nessuno si accorga che non vivono con la famiglia. Dipende chi le ha riferito che non può venir considerato un vero frontaliere. Se si tratta di una autorità fiscale, fintanto che non si trasferisce a Verbania anche la famiglia continuerà a venir considerato un frontaliero non fiscale, con l’obbligo di dichiarare quanto guadagna in Svizzera.
L’Aire riguarda solo i cittadini italiani che si trasferiscono all’estero.
buon giorno,
complimenti per le ottime risposte che date a tutti noi!!
Sono frontaliere residente a Milano.
Nel corso del 2012 ho percepito in Svizzera un reddito da lavoro dipendente inferiore ad Euro 6700.
Devo dichiarare questo reddito nel mio Unico in Italia?
Grazie sin da ora per la risposta
@giorgia: il reddito è inferiore alla franchigia prevista per il reddito realizzato all’estero. Il reddito tassabile sarà inferiore a zero.
Grazie per le informazioni fin qui messe a disposizione …
Volevo chiedervi un consiglio ed alcune conferme, qui di seguito la mia situazione:
Ho 26 anni di contribuzione INPS, e attualmente ho una concreta opportunità di lavoro in Lugano, sono residente a Cologno Monzese in un appartamento di mia proprietà, mentre la moglie e le 2 figlie risultano residenti sempre a Cologno ma in un’altro appartamento di proprietà della moglie (non siamo legalmente separati/divorziati) …
Sono difronte ad una scelta e vorrei un vostro consiglio, se portare la mia residenza in zona di frontiera (Como) e quindi fare il frontaliere giornaliero (in questo caso mi confermate che pagherei un’imposta alla fonte in Svizzera e non dovrei fare alcuna dichiarazione in italia?) oppure valutare di portare la domiciliazione/residenza a Lugano …
in questo secondo caso, pagherei imposte/contributi/assicurazioni in svizzera e vivendo a Lugano mi confermate che dovrò iscrivermi all’AIRE e, in assenza di altri redditi, non dovrò dichiarare in Italia i redditi percepiti in svizzera?
Cosa mi consigliate? A parità di reddito è più conveniente fare il frontaliere o prendere la domiciliazione in Svizzera?
I vostri consigli saranno determinanti sul da farsi …
Grazie ancora!
@ Marco: in termini immediati è sicuramente più conveniente prendere il domicilio in zona di frontiera italiana, così paga le tasse svizzere senza dichiarare in Italia e non deve pagare i costosi premi della cassa malati svizzera. Per gli appartamenti rimane imponibile in Italia. Vedremo se questa situazione verrà confermata: avrà forse letto che nell’ambito delle trattative fiscali fra Italia e Svizzera si parla anche della possibilità di abolire l’esenzione dalla dichiarazione italiana per i frontalieri.
Una ragione per scegliere la Svizzera (permesso B) potrebbe essere la copertura in caso di disoccupazione: con il permesso B ha diritto per un certo periodo alla disoccupazione svizzera, considerevolmente più alta di quella italiana.
Nel suo caso rimane il problema del centro degli interessi: se la famiglia rimane in Italia, anche se optasse per il permesso B, il fisco italiano potrebbe mettere in dubbio la sua residenza svizzera (vedi: http://www.infoinsubria.com/2012/04/residenza-in-ticino-moglie-in-italia/)
Buongiorno.
Vi espongo la mia situazione che in parte è stata già trattata.
Lavoro da circa un mese a Chiasso; attualmente convivo al di fuori della fascia di confine – dove ho la residenza – e nei prossimi mesi mi sposerò.
Ho letto più volte che in questo caso sono soggetto alla tassazione sia in Svizzera che in Italia al momento di fare la dichiarazione dei redditi. In base ai calcoli seguendo le vs. indicazioni sopra riportate, partendo da un imponibile lordo di CHF 38.000, arriverei a dover pagare 4.260 €, prima delle eventuali detrazioni personali e addizionali regionali e comunali che quasi si compensano.
Nel caso in cui solo io decida di trasferire la residenza all’interno della fascia di confine, so che in caso di accertamento mi si potrebbe contestare che la famiglia risiede al di fuori della fascia di confine e quindi il centro degli interessi/affetti è in quella zona e quindi potrei essere sanzionato.
E quindi vengo alle mie domande:
- a che sanzioni vado incontro? solo pecuniarie o anche penali?
- a quanto ammontano le sanzioni/come vengono calcolate e che periodo prendono in considerazione?
- in base alla vs. esperienza, i controlli sui frontalieri sono esercitati in maniera indifferente su tutti oppure soprattutto per le province di confine?
- ultima (molto importante) domanda: cosa consigliate di fare? Ne vale la pena?
@ Paolo:
- le sanzioni sono penali a partire da una soglia di € 30′000 di imposte non pagate;
- da quello che si sente sono in aumento gli accertamenti, evidentemente in zona di confine;
- preferiamo non prenderci la responsabilità di dare consigli…
Salve, scrivo perchè solo in parte ritengo di essere all’interno di uno dei casi già trattati in precedenza.
Dal 1 maggio dovrei trasferirmi in svizzera, a Neuchatel, per un lavoro a tempo indeterminato. Ovviamente abiterò in Svizzera essendo troppo lontano dal confine italiano. In Italia non ho nessun bene a me intestato . Il permesso che otterrò sarà probabilmente il permesso L.
Devo iscrivermi all’AIRE? Volevo sapere inoltre se sarò sottoposto anche alla tassazione in Italia, o solamente alla imposta alla fonte in Svizzera.
@ Pierfilippo: Le conviene assolutamente iscriversi all’AIRE, così evita di rimanere imponibile in Italia.