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Svizzera senza fumo: già pronte le scappatoie

4 maggio 2010 – 07:20Nessun Commento

Una tentazione irresistibile (foto cc dieterpetereit)

Dal primo maggio tutti i cantoni svizzeri si sono dovuti adeguare alla nuova legge federale contro il fumo. Finora 18 cantoni si erano già dotati di leggi specifiche per vietare il fumo nei luoghi pubblici. Il canton Ticino è stato il primo nel 2007.

Gastrosuisse, l’organizzazione cappello della ristorazione, il settore economico più colpito dal divieto generalizzato, fa buon viso a cattivo gioco, anche se spera che non siano introdotte regole ancora più severe. All’orizzonte si profila infatti una nuova iniziativa popolare contro il fumo passivo che vorrebbe dare un ulteriore giro di vite al divieto. Ma se i proibizionisti non danno tregua, nemmeno i fumatori demordono. Un gruppo di esercenti elvetici ha infatti lanciato la raccolta di firme per un’iniziativa a favore di una “legge liberale sul fumo”. Gli iniziativisti chiedono che siano i gestori dei ritrovi pubblici a decidere se autorizzare o meno il fumo nei loro locali.

Le contromisure

La questione del fumo, in Svizzera, rimane comunque molto dibattuta. Il Canton Giura, ad esempio, si è rifiutato fino all’ultimo di adottare una propria legge cantonale in merito. Un rifiuto, ormai vanificato dall’introduzione delle nuove norme federali. A Basilea, invece, è stato escogitato il modo per aggirare la legge. Un centinaio di esercenti si sono infatti riuniti in un’associazione denominata “Fümoar”. Il cliente paga una tessera di socio di 10 franchi per un intero anno e può accedere a tutti i bar e ristoranti dell’ associazione, dai quali saranno esclusi i non membri, cioè quelli che non pagano la tassa sociale. Di fatto, in questo modo, i locali affiliati a “Fümoar” diventano club privati per soli soci. L’iniziativa, da poco lanciata, ha già avuto un grande successo. Sono almeno 50 mila le persone che si sono già iscritte.

Secondo le associazioni antifumo, “l’escamotage” è però illegale. Saranno comunque i tribunali a doversi esprimere. Intanto, l’idea comincia a fare proseliti. Molti esercenti guardano alla trovata basilese con molto interesse. C’è da scommettere che presto altre associazioni del genere nasceranno in Svizzera.

Red.

 

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