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La pioggia e l’architettura moderna

12 maggio 2010 – 06:51Un Commento

Centro congressuale e concertistco, Lucerna (foto cc Wolf Dieter)

Come fare per riconoscere un capolavoro architettonico? È molto semplice: basta entrarvi in un giorno di pioggia. Se qua e là vedete sistemati dei secchi per raccogliere l’acqua che filtra dal tetto, avete probabilmente individuato l’opera di un grande architetto.

A Lucerna le autorità municipali che nove anni fa hanno preso in consegna il KKL, il prestigioso palazzo dei concerti progettato dall’architetto parigino Jean Nouvel, stanno cercando di ottenere che l’impresa generale che ha realizzato l’opera proceda al risanamento del tetto, per ovviare alle fastidiose infiltrazioni d’acqua riscontrate negli ultimi tempi. Fortunatamente per la città l’opera, costata 226 milioni di franchi, è ancora in garanzia. Ma come spesso succede le imprese che hanno fatto i lavori si palleggiano la responsabilità per gli errori compiuti. E così saranno con tutta probabilità i contribuenti lucernesi a pagare le riparazioni. Un sacrificio relativo comunque, visto che grazie alle iniziative culturali rese possibili dall’opera di Jean Nouvel l’economia della città beneficia di un indotto economico che ammonta a 60 milioni di franchi all’anno.

Anche opere architettoniche di pregio più vicine a noi soffrono dello stesso problema. Per esempio la scuola media di Morbio Inferiore, una delle prime opere pubbliche di Mario Botta. Anche a Morbio si sta procedendo a una costosa (e travagliata) ristrutturazione, con la quale si spera anche di ovviare al fatto che quando piove, l’acqua trovi il modo di entrare all’interno. Forse è anche una questione di età. La scuola media di Morbio Inferiore risale ai

Scuola elementare, Caslano

primi anni ‘70. Nella stessa epoca è stata costruita la scuola elementare di Caslano, un’altra costruzione frequentemente visitata dagli appassionati di architettura. Fino a un anno fa l’opera degli architetti Campi e Pessina non si distingueva solo per il suo valore architettonico, ma anche per i secchi che il bidello doveva distribuire nell’atrio per raccogliere l’acqua piovana.

Mario Besani

 

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Un Commento »

  • Yatt scrive:

    E le scuole medie di Serocca d’Agno? C’era anche lì un architetto di grido? In ogni caso, piove dentro.

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