La criminalità che non c’è
Aumenta in Svizzera il sentimento di insicurezza. Un sondaggio rivela che la paura di scippi e furti è diventata un‘ossessione per molti svizzeri. Eppure le statistiche confermano che il tasso di criminalità, negli ultimi 20 anni, è rimasto stabile.
Il sondaggio, realizzato su 1400 persone e pubblicato dalla stampa domenicale, è rivelatore di un clima di grande paura fra molti cittadini svizzeri. Si tratta di un sentimento che ha ormai pervaso tutta l’Europa, anche se in effetti, raramente, è confermato dai fatti.
In Svizzera a ritenere la criminalità in aumento sono ad esempio le coppie di anziani senza figli (96%). Anche chi ha un reddito superiore ai 9 mila franchi si sente particolarmente vulnerabile (93%). Nei fatti, però, la criminalità non sembra essere cresciuta in maniera esponenziale. Analogamente a 20 anni fa, anche oggi solo uno svizzero su 5 afferma di essere stato vittima di un atto criminale. Queste paure fanno comunque felici le ditte che producono sistemi di allarme e porte blindate. Infatti più di una persona su tre, per mettere in sicurezza la propria casa, ha installato negli ultimi dieci anni un sistema di allarme e migliori serramenti.
Insomma, la Svizzera si sente sotto assedio, non solo a causa del segreto bancario o delle rappresaglie di Gheddafi. L’apertura delle frontiere, e la continua immigrazione, ha creato una sensazione di insicurezza che per molti comincia a diventare insostenibile, soprattutto per gli anziani. D’altronde molti politologi lessero il voto contro i minareti come un voto irrazionale, un voto di paura dello straniero e non degli islamici.
Red.
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