La colpa di voler lavorare
Sentirsi senza un proprio posto nella società in cui si vive, mal tollerato da una parte, visto come un ingrato privilegiato dall’altra: questa la sensazione che spesso accompagna la quotidianità di un frontaliere.
Dopo aver finito gli studi è arrivato il momento di trovarsi un posto di lavoro. In breve tempo ti rendi conto che nel tuo territorio non hai sbocchi, improbabile trovare un lavoro perché lavoro non ce n’è. Ecco che allora guardi oltre confine. In fondo per noi figli di uomini e donne che hanno fatto i frontalieri per una vita, è quasi un istinto naturale.
I più fortunati di noi trovano un lavoro che gli permette di mettere a frutto gli anni di studio, per altri l’impiego non ha nulla a che fare con le aspettative, ma è pur sempre un lavoro per il quale ti pagano e ti versano pure i contributi (come fosse un fatto di cui meravigliarsi, una gentile cortesia!). All’inizio della nuova avventura ti senti un corpo estraneo nell’ambiente in cui ti trovi. Pensi sia normale perché sei nuovo e devono solo imparare a fidarsi di te e ad apprezzarti. Dopo un po’ di tempo le cose migliorano e i colleghi cominciano ad abbattere la barriera difensiva e a parlare più liberamente anche in tua presenza.
E’ proprio a questo punto che nei discorsi che si fanno ti capita di sentire frasi del tipo: “Ma cosa vogliono questi italiani che vengo da noi a rubare il posto ai nostri? Se non gli va bene come li trattiamo perché non se ne stanno al loro paese?” La prima volta che senti queste parole hai la sensazione di aver ricevuto un pugno allo stomaco, vorresti dire che tu non sei un ladro e non hai rubato niente a nessuno ma non ce la fai e stai zitto come farai sempre, tutte le volte che sentirai queste accuse, perché il lavoro è prezioso e non puoi rischiare di perderlo.
A fine giornata rientri in Italia coccolandoti nel pensiero che lì nessuno ti addosserà colpe che non hai. Ti fermi allora al supermercato vicino casa per prendere qualcosa da mangiare e mentre aspetti il tuo turno per comprare un etto di prosciutto non puoi non sentire la discussione di due signori che lì, accanto a te, stanno parlando del tema del momento: il monitoraggio fiscale dei frontalieri e non puoi non rimanere perplesso nel sentir dire loro che “I frontalieri si lamentano, ma dovrebbero solo stare zitti, con tutti i soldi che prendono! Senza contare che nessuno di loro paga le tasse e fanno finta di essere disoccupati così si fanno dare le case popolari”.
Insomma, ladro di posti di lavoro per gli uni, privilegiato ingrato ed evasore fiscale per gli altri, te ne torni mestamente a casa riflettendo sulla grave colpa che hai commesso: esserti trovato un posto di lavoro!
(mail firmato)
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