Ecoterroristi pronti a colpire Ibm in Svizzera: arrestati
Tre presunti terroristi, due italiani e uno svizzero, stavano preparando un attacco contro una sede svizzera della Ibm. A indagare sulla vicenda è il pubblico ministero della Confederazione elvetica, che ha confermato di aver aperto un’inchiesta contro i tre, arrestati il 15 aprile scorso dalla polizia cantonale zurighese a Langnau am Albis. Gli italiani Costantino Ragusa e Silvia Guerini e lo svizzero Luca Bernasconi (originario di Mendrisio ma da anni residente in Italia) farebbero parte di un gruppo eco-terrorista chiamato “Il Silvestre”.
La notizia del triplice arresto era comparsa qualche giorno fa su un sito Internet italiano www.informa-azione.info. Nell’articolo si divulgavano poche informazioni e si diceva che la polizia svizzera aveva fermato Costantino Ragusa, Silvia Guerini e Luca Bernasconi, detto Billy, «compagni anarchici da anni attivi nelle lotte ecologiste radicali per la liberazione animale, contro nocività come biotecnologie, nanotecnologie, nucleare, e nel supporto e sostegno solidale dei prigionieri».
Nelle loro auto sarebbero stati trovati ingenti quantitativi di esplosivo, sufficiente per fabbricare un potente ordigno. L’obiettivo dei tre doveva essere il laboratorio della Ibm a Rueschlikon, specializzato in nanotecnologie. Nella loro auto sarebbe stato trovato anche un volantino di rivendicazione dell’azione. Costantino Ragusa il 7 luglio 2006 è stato condannato in Italia a 5 anni per associazione con finalità di terrorismo. Con la stessa accusa, pochi mesi prima, era stata arrestata in Toscana anche Silvia Guerini.
Non è ancora chiaro se i tre volessero colpire unicamente la sede di Ibm o se invece avevano progettando una serie di attentati da compiere in Svizzera. Secondo la stampa italiana il gruppo eco-terrorista “Silvestre” è ritenuto molto pericoloso. La rivista del gruppo, “Terra Selvaggia – Pagine anticivilizzatrici”, coordina anche la campagna di solidarietà italiana a favore di Marco Camenisch, l’anarchico poschiavino detenuto nel penitenziario di Regensdorf, in Svizzera.
Red.
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