Frontalieri: i fondi disoccupazione rimangono all’ INPS
E’ saltato l’attacco alla diligenza. Il decreto “milleproroghe” è infatti stato accolto, venerdi scorso, dal parlamento italiano senza emendamenti . La proposta di utilizzare una parte del fondo disoccupazione versato dai frontalieri all’ Inps per finanziare il Ponte sullo stretto, per il momento è stata congelata.
Facevano gola a molti quei 350 milioni di euro che durante questi anni i frontalieri hanno indirettamente versato all’ Inps (via Confederazione elvetica) costituendo il loro fondo disoccupazione. 350 milioni che qualcuno voleva destinare al finanziamento del Ponte sullo stretto. E questo, senza tenere conto nemmeno del fatto che a partire dal giugno scorso la Svizzera, con l’introduzione degli accordi sulla libera circolazione delle persone, non è più tenuta a stornare nulla a Roma. La Lega Nord da parte sua aveva proposto di utilizzare una parte di questi soldi per realizzare delle opere di interesse pubblico nei comuni e nelle regioni dove più forte è il frontalierato. Nulla di tutto ciò. Il decreto di legge “milleproroghe”, è stato infatti approvato senza emendamenti dal parlamento italiano venerdi 12 febbraio con un voto di fiducia. Per il momento ognuno dovrà tenersi i propri appetiti. I frontalieri hanno salvato, per il rotto della cuffia, la loro disoccupazione. Un fondo mai come ora essenziale. La crisi, soprattutto nel Canton Ticino, non si è ancora manifestata pienamente. Solo nei prossimi mesi capiremo quanti rimarranno senza lavoro.
Articoli correlati:
- Per salvare il fondo disoccupazione dei frontalieri
- Contributi dei frontalieri: qualcuno li vorrebbe per lo “stretto”
- Frontalieri: 200 milioni di franchi "regalati" alla cassa disoccupazione elvetica
- Ristorni frontalieri destinati all'INPS?
- Frontalieri disoccupati: Roma sblocchi i fondi INPS









