Home » Bilaterali, Economia

Contributi dei frontalieri: qualcuno li vorrebbe per lo “stretto”

6 febbraio 2010 – 22:31Nessun Commento

Fanno terribilmente gola a Roma i 350 milioni di Euro di “contributi disoccupazione” pagati dai frontalieri italiani e depositati presso l’Inps (Istituto nazionale previdenza sociale). Qualcuno li vorrebbe incamerare per pagare un pezzo del ponte sullo stretto di Messina. La Lega Nord, propone invece di usarli per opere sul territorio. Ma i sindacati non ci stanno.

Dalla busta paga dei frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, mensilmente, oltre le tasse alla fonte, l’assicurazione vecchiaia e quella sugli infortuni, viene dedotto anche il contributo per l’assicurazione disoccupazione. Fino al giugno del 2009, la Confederazione elvetica, stornava questi contributi all’Inps di Roma che si occupava di versarli ai frontalieri che rimanevano senza lavoro. Con l’applicazione degli accordi bilaterali fra Svizzera e UE, la Confederazione, proprio a partire dal giugno scorso, non è più tenuta a riversare all’ Italia questi soldi che vanno invece ad alimentare la cassa disoccupazione svizzera. Insomma, i frontalieri versano a fondo perso.

Gli appetiti romani e non solo

L’ammontare attuale del fondo, custodito dall’ Inps, ammonta a circa 350 milioni di euro. Soldi che appartengono – di diritto – a chi li ha versati, cioè ai frontalieri. Tuttavia, sembra che in diversi a Roma, abbiano messo gli occhi sul bel gruzzolo. Complice la crisi e l’endemico debito pubblico italiano, qualcuno li vorrebbe utilizzare per altri scopi. Sembra che addirittura si stata avanzata l’ipotesi di usarli per finanziare il cantiere del ponte sullo stretto di Messina. La Lega Nord, che ha subodorato il “pasticcio” rilancia sostenendo che in effetti, visto che finora questo capitale è stato poco utilizzato, lo si potrebbe investire, almeno in parte, per realizzare opere di pubblica utilità nei comuni di frontiera.

Giù le mani dal tesoretto.

I sindacati, invece, si oppongono decisamente a qualsiasi utilizzo del capitale che non sia per sovvenzionare chi rimane senza lavoro. Tanto più, dicono, che la crisi rischia di lasciare a casa, nei prossimi mesi, molti frontalieri. Per questo si battono per impedire che qualcuno metta le mani sul “tesoretto”.

Le nuove regole

A partire dal prossimo maggio, entra fortunatamente in vigore una nuova regolamentazione, la quale prevede che la cassa svizzera verserà al frontaliero straniero “nel caso perda il posto di lavoro” un contributo durante unicamente i primi tre mesi di inattività. Per coloro i quali avranno lavorato almeno 12 mesi nella Confederazione, il contributo sarà assicurato per cinque mesi. Oltre questo termine, l’assicurazione svizzera non è più tenuta a versare nulla. Proprio per questo, sostengono ancora i sindacati, il capitale accantonato deve rimanere intatto per sovvenzionare chi ne avrà bisogno.

Mario Besani

 

Articoli correlati:

  1. Frontalieri e indennità di disoccupazione
  2. Per salvare il fondo disoccupazione dei frontalieri
  3. Il fondo per i frontalieri disoccupati non si tocca
  4. Frontalieri: i fondi disoccupazione rimangono all’ INPS
  5. Frontalieri: 200 milioni di franchi "regalati" alla cassa disoccupazione elvetica

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.