Marco Pantani: non fu suicidio
Sono state riaperte le indagini sulla morte del “Pirata” avvenuta 10 anni fa in un hotel di Cesenatico. Dopo l’ennesimo esposto dei genitori del corridore, la magistratura si è decisa a riaprire il fascicolo. Infatti, una nuova perizia medico-legale inficerebbe quanto finora ritenuto: non fu suicidio ma omicidio.
“Fu ucciso perché sapeva”. E’ da 10 anni, da quando il figlio, il giorno di San Valentino del 2004, venne rivenuto morto in un hotel di Cesenatico, che la madre di Marco Pantani, Tonina Belletti grida la sua verità. Ora, la Procura di Rimini, fondandosi su una nuova perizia medico-legale eseguita dal Prof. Francesco Maria Avato, ha deciso di riaprire il dossier. Secondo il Prof. Avato, citato da La Repubblica, le ferite sul corpo di Marco Pantani sarebbero opera di terzi. Tutto rimane ancora da verificare, la magistratura afferma che si tratta di un atto dovuto, ma forse la “vicenda Pantani” potrebbe essere a una svolta.
Picchiato e costretto a bere cocaina
Secondo le informazioni in possesso della Gazzetta dello Sport, Pantani vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France nel 1998, in quella camera d’albergo, sarebbe stato prima picchiato e poi costretto a bere la cocaina. In effetti, secondo gli esperti, le grandi quantità di stupefacente (10 volte le dosi normali) trovate nel corpo del “Piarata” si possono assumere solo se diluite in acqua. Ma ci sono anche altri elementi misteriosi: nella camera dell’albergo dove si trovava Pantani, sono stati trovati tre giacconi che non appartenevano al corridore. Inoltre, in quelle ore vennero ordinate alla cucina dell’albergo pietanze che non potevano essere consumate da una sola persona. Tutto ciò confermerebbe quanto, da anni, afferma la madre secondo la quale il corridore, in quel periodo, si sentiva minacciato. Insomma, stanno emergendo elementi del tutto nuovi e comunque non considerati nella prima inchiesta. Elementi che potrebbero dare ragione a Tonina Belletti che da dieci anni afferma che il figlio è stato ucciso perché sapeva troppo di quel mondo in chiaro-oscuro che prima lo mise sugli altari e in seguito lo gettò nella polvere.
MB
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