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Ambulatori aperti: un successo lombardo

23 luglio 2014 – 10:14Nessun Commento

Roberto Maroni all'inaugurazione del reparto di medicina nucleare dell'Ospedale Macchi di Varese (Foto Regione)

“L’operazione ‘ambulatori aperti’ è un successo, il risultato parziale di questa sperimentazione è molto confortante con oltre 41′500 prestazioni prenotate in 14 strutture, dal 17 maggio al 20 luglio, quindi in soli due mesi”. Lo ha spiegato il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni partecipando a Varese all’inaugurazione del reparto di Medicina nucleare all’Ospedale di Circolo Fondazione Macchi. Gli ambulatori sono aperti da lunedì a venerdì fino alle 22, al sabato fino alle 15 e la domenica mattina.

L’operazione ambulatori aperti lanciata dalla regione Lombardia lo scorso 17 maggio è un vero successo. La possibilità di recarsi dal medico da lunedì a venerdì fino alle 22, il sabato fino alle 15 e la domenica amttina è stata più che apprezzata dai apzienti lombardi che in due mesi hanno fatto capo a 41′500 prestazioni in 14 diverse strutture.

Sono cifre che a detta del presidente Roberto Maroni confermano il gradimento. “Oltre il 60% di queste prenotazioni vengono richieste negli orari serali, il resto il sabato e la domenica. Adesso studieremo il sistema per fare in modo che dal primo di settembre questa operazione si estenda a tutti gli ospedali della Lombardia, vogliamo estendere un sistema che in questi primi due mesi ha dimostrato di funzionare ed è piaciuto molto ai cittadini lombardi come dicono questi numeri”.

Maroni, intervenuto a Varese all’inaugurazione del reparto di Medicina nucleare all’Ospedale di Circolo Fondazione Macchi, ha ricordato che “la riforma del sistema socio sanitario che stiamo studiando deve portarci ad avere un sistema ancora più efficiente in considerazione dell’evoluzione della società lombarda. Nel 2030 avremo 3 milioni di lombardi con più di 65 anni e di questi un milione che avrà più di 80 anni, sono persone che non avranno magari bisogno di cure ospedaliere ma di qualcuno che fuori si prenda cura di loro”.

“Vogliamo realizzare – ha detto ancora Maroni – il passaggio da un sistema che è fortemente concentrato a curare il malato ad un sistema che si prenda cura del malato che magari è cronico e ha bisogno che tutti i giorni qualcuno si prenda cura di lui e noi vogliamo che il sistema pubblico metta queste persone in condizione di avere qualcuno che si prenda cura di loro.”

Com./Red.

 

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