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Ristorni dei frontalieri a favore dei mezzi pubblici: il Governo ticinese “ci prova”

8 gennaio 2014 – 15:07Nessun Commento

Utilizzare i ristorni delle imposte alla fonte dei lavoratori frontalieri per favorire la completazione della Mendrisio-Varese, la realizzazione di un Park & Rail ad Albate Camerlata e il finanziamento dei trasporti pubblici in base la principio di territorialità. Questi sono gli auspici della Commissione del trasporti pubblici del Mendrisiotto ai quali oggi ha risposto il Governo ticinese. Tentar non nuoce ma mancano di fatto le basi legali per anche solo chiedere all’Italia di esaudire i desiderata ticinesi.

Lo scorso novembre la Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto aveva chiesto al Governo ticinese di adoperarsi nei confronti della regione Lombardia affinchè “attingendo ai ristorni fiscali delle imposte a carico dei frontalieri, essa sostenga finanziariamente la completazione della tratta su suolo italiano della ferrovia Mendrisio-Varese, la realizzazione dell’impianto P&R di Albate Camerlata e il finanziamento dei trasporti pubblici secondo il principio di territorialità”. Un auspicio certamente condivisibile ma, nei fatti, di difficile attuazione. Nella sua risposta odierna il Governo cita i rinnovati buoni rapporti con Regione Lombardia, cita l’accordo sottoscritto a fine ottobre da Regione, ferrovie dello stato, impresa di costruzione del tratto italiano della Mendriso-Varese voluto per sbloccare i lavori tutt’ora in altissimo mare sul fronte italiano, cita altresì l’accordo esistenze sul finanziamento delle prestazioni di trasporto in base al principio di territorialità, ma, in concreto non può attingere ai ristorni fiscali delle imposte alla fonte percepite ai lavoratori frontalieri. Non lo può fare fintanto che l’accordo bilaterale fra Svizzera ed Italia rimane invariato.

Per quanto concerne la Mendrisio-Varese il Consiglio di Stato ribadisce l’auspicio che “la situazione di stallo abbia a sbloccarsi definitivamente e l’attivazione del collegamento possa avvenire a metà 2016”. Con il nuovo anno gli operai sarebbero dovuti ritornare in cantiere ma, di fatto, riprenderanno unicamente i lavori che non prevedono movimenti di terra poiché ancora non è stata trovata una soluzione definitiva per il deposito del materiale inquinato da arsenico naturale.

Citando l’accordo sottoscritto nel 2011 che prevede l’applicazione del principio di territorialità per l’esercizio dei servizi di trasporto transfrontalieri tra Como, Mendrisio e Varese, il Governo ricorda che anche il ripristino del collegamento fino ad Albate rientra in questo quadro. Ma, “vista l’impossibilità di attivazione integrale del servizio a partire da dicembre 2014”, FFS/Tilo ha sottoposto due possibili soluzioni transitorie: un servizio navetta tra Stabio e Mendrisio il cui costo varia fra 1,5 e 2,2 milioni di franchi, o un servizio Como-Stabio il cui costo è di circa 2,5 milioni di franchi.

Occorrerà, comunque, attendere gli sviluppi e l’esito delle trattative di revisione dell’accordo concernente i ristorni fiscali delle imposte a carico dei frontalieri sul piano bilaterale italo-svizzero e soprattutto “delle disposizioni e modalità di applicazione e del loro impiego sul versante italiano” per poter entrare nel merito di un uso di questi fondi a scopi legati al trasporto pubblico. Il Governo incontrerà la commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto prossimamente, per valutare congiuntamente le ipotesi operative in questo senso.

Red.

 

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