Los Roques: confermato il ritrovamento dei coniugi Missoni
E` stato confermato il ritrovamento ed il recupero di cinque dei sei occupanti dell’aereo che lo scorso 4 gennaio si inabissò al largo di Los Roques in Venezuela. Fra questi vi sono certamenti i coniugi Missoni. Un sesto corpo è intrappolato in una parte del velivolo per ora non raggiungibile. Sono in corso le analisi del DNA per l’identificazione definitiva.
Le autorità venezuelane ed la procuratrice generale Luis Ortega nelle scorse ore hanno riunito i familiari delle vittime dell’incidente avvenuto lo scorso 4 gennaio al largo di Los Roques per spiegare quanto i sommozzatori hanno ritrovato sul fondo del mare nel corso di immersioni in corso da otto giorni.
Cinque, come già anticipato negli scorsi giorni, i corpi estratti e sui quali sono in corso le analisi del DNA per l’identificazione. Fra questi vi sono certamente i resti dei coniugi Vittorio e Maurizia Missoni. Il sesto corpo, quello del pilota, è intrappolato in una parte dell’aereo che per il momento i sommozzatori non sono riusciti a raggiungere. Ortega ha aggiunto che siccome i corpi sono stati trovati dentro all’aereo e tutto il bagaglio è stato rintracciato non ci sono dubbi che si tratti proprio di quel velivolo.
La procuratrice ha precisato che adesso si apre una seconda fase nell’inchiesta, che si articolerà da una parte comparando i campioni organici ritrovati – ne sono stati prelevati 19 – con il materiale genetico dei famigliari diretti delle vittime e dall’altra riportando a galla il relitto dell’aereo, per determinare le cause dell’incidente.
Si avanzano, intanto, anche le prime ipotesi sulla dinamica dell’incidente. I motori dell’aereo sono staccati dalla fusoliera e giacciono sul fondale, mentre il velivolo è spezzato in più punti, segno, a detta degli esperti, che vi è stato un guasto così importante da aver impedito al pilota di effettuare un ammaraggio. La fusoliera si è spezzata a causa del forte impazzo con la superficie del mare. Nel corso delle prossime settimane si procederà anche al recupero della carcassa dell’aereo, un’operazione particolarmente delicata poichè si trova ad una profondità di 70 metri.
Una volta effettuato il riconoscimento formale, per le vittime italiane sarà possibile effettuare il rimpatrio.
Red.
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