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Il “gran pasticcio” della Funicolare Como-Brunate

16 settembre 2013 – 14:59Nessun Commento

(Immagine funicolarecomo.it)

Un canone di affitto che non copre nemmeno i costi di ammortamento della struttura, una realtà intercomunale proprietaria del bene che ha un contenzioso col Comune di Como e un sindaco che denuncia sprechi e vorrebbe liquidare l’ente. E’ complessa la “questione” della funicolare lariana, ma per il presidente del consorzio che la detiene vi sono le prospettive per una risoluzione

La “querelle” sulla Funicolare Como-Brunate, amplificata ultimamente dalla stampa locale, va avanti da tempo. Una situazione complicata, che concerne sia i costi della struttura che quelli relativi alla proprietà della medesima, a carico di una società intercomunale (Cpt – Consorzio Pubblici Trasporti -, a sua volta proprietario di una parte della Spt – Società Provinciale dei Trasporti) che il primo cittadino di Cantù, Claudio Bizzozero, vorrebbe liquidare, per evitare sprechi di denaro pubblico.

La questione nasce nel 2002, come  spiega il presidente di Cpt, Alberto Mascetti, quando è stata fatta la gara di appalto del trasporto pubblico lariano, comprensivo della funicolare, oggi gestita dalla milanese Atm. Una gestione per cui il relativo canone di affitto è stato erroneamente quantificato in 210mila euro, cifra che “non copre nemmeno gli ammortamenti dell’impianto”.

Da qui il ricorso in tribunale contro il Comune di Como dello stesso Cpt, secondo cui l’ammontare del canone avrebbe dovuto essere circa del doppio: una diatriba che si dovrebbe concludere nel 2016 con la sentenza di appello, di fronte alla quale Mascetti ritiene che il Cpt abbia fondati motivi per essere ottimista.

Nel frattempo però il consorzio, causa gli investimenti fatti per ammodernare la funicolare e nonostante “le spese ridotte all’essenziale”, dice Mascetti, ha chiuso gli ultimi due bilanci in rosso (per un totale di 260mila euro, “coperti comunque con le riserve di bilancio”): ecco così la richiesta di Bizzozero di vendere il Cpt.

Ma Mascetti non concorda. Non solo perché, col contenzioso in atto, la liquidazione del consorzio porterebbe a “una perdita secca di diversi milioni di euro”, sia perché a suo giudizio vi sono buone previsioni che tutto si risolva bene. E ciò perché, al di là dell’iter processuale, “stiamo cercando di transare col Comune, che pare interessato”, ma anche per il fatto che al più tardi l’anno prossimo è prevista una nuova gara di appalto per gestire la funicolare, con conseguente aumento del canone e cancellazione delle perdite.

Inoltre, con la futura creazione di una realtà patrimoniale unica entro un paio d’anni (con la scomparsa di Cpt e Spt, decisa da tempo e avallata anche dall’assemblea dei sindaci) e in vista della “riorganizzazione in sede regionale dei trasporti pubblici sulla base di bacini interprovinciali”, che vedrà Como assieme a Sondrio, Lecco e Varese, si avrà “una gestione più snella e più semplice”, con “evidenti risparmi per gli enti pubblici e un servizio migliore per l’utenza”.

Pierangelo Piantanida

 

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